Aversa è un luogo squisito! Lo sentirete dire spesso, recandovi tra le vie del centro storico per una classica passeggiata di ristoro, dove tra le vetrine per le vie dello shopping, magari vi colpirà quel paio di scarpe particolari e di qualità che dovrete assolutamente acquistare perché la città con i suoi maestri calzolai, ha questi ed altri vanti. Tra una chiesa visitata, una passeggiata al parco, qualche altro vicariello caratteristico e quel caffè a cui non avete saputo rinunciare, si è fatta l’ora di mettere qualcosa sotto i denti e “non ci vedete più dalla fame”. Niente paura! Naturalmente Aversa può offrirvi la tradizione e il gusto in un sol colpo e questa guida pratica potrà elencarvi cosa non lasciarsi assolutamente scappare!
Il cibo a regola d’arte ad Aversa
Aversa gode di una posizione geografica del tutto singolare. È a pochissimi chilometri da Napoli, ma è anche la prima città di Terra di Lavoro. Questa sua particolarità ha fatto sì da permetterle contaminazioni fortissime in cucina per parte napoletana e la sua vocazione agricola ha permesso una visione poco elaborata dei piatti, composti tutti dai genuini prodotti della terra, senza rinunciare al gusto.

Ad Aversa lo “Scarpariello” non si scorda mai
La tradizione vuole che il piatto semplice, ma gustoso dello scarpariello sia cucinato con gli elementi più poveri della cucina mediterranea. Fumanti bucatini, un po’ di pummarurella, basilico e formaggio. Questa meraviglia nasce al Lemitone di Aversa, quartiere storico di origini spagnole, che ancora oggi conserva la sua vocazione commerciale. Qui, infatti, i calzolai avevano le loro botteghe in cui riparavano e vendevano scarpe. Per povertà, capitava spesso che i clienti non avessero denaro, quindi per ripagare il calzolaio gli offrivano formaggio e genuini pomodori. In questo modo, le mogli che cucinavano al piano sopra la botteguccia del marito, gli assicuravano un piatto caldo, semplice e veloce, senza rinunciare alle ore di lavoro, e soprattutto alla bontà.

Il perché sta nel metodo di preparazione della pasta. Il pubblico non sa mai scegliere se un bel bucatino o qualche altra pasta corta, essa viene mantecata con sugo di pomodoro tirato; si aggiunge aglio e sugna o anche grasso di prosciutto finemente tritato. Al sugo viene aggiunto peperoncino o anche olio al peperoncino, perché il tutto deve essere molto piccante. Durante la mantecatura si aggiunge formaggio grattugiato in modo che si formi un cremoso velo rosso sulla pasta.
I secondi invitanti: Polpette di San Paolo
Le troverete sui piatti di tutti gli aversani doc il 25 gennaio; giorno del santo patrono della città. Oltre che assistere alla processione che vede il Santo portato nella splendida Cattedrale di San Paolo, nel cuore del centro antico, vi consigliamo di non farvi scappare questa prelibatezza.
Tramandarle è tradizione, assaggiarle è un dovere morale. Le polpette di San Paolo hanno un impasto contenente, oltre al pane bagnato, la carne, le uova e il formaggio, anche uva passa e pinoli e che, dopo la frittura, sono fatte cuocere in sugo di pomodoro. Di solito, le polpette di San Paolo sono precedute da una porzione di pasta imbottita con polpettine, salsiccia e mozzarella e poi passata in forno.

Vi consigliamo di provarle con un’altra specialità di Aversa e del casertano, i carciofi arrostiti. La ricetta obbliga ad allargare le foglie e aggiungere mezzo aglio, sale, prezzemolo, pepe ed un buon filo di olio. In questo modo, i carciofi disposti verticalmente su di una brace abbastanza viva, arrostiscono coperti e sono una vera squisitezza. Il carciofo sarà cotto quando le foglie esterne saranno bruciate e, dunque tirandone via una, si staccherà facilmente. Dopo aver asportato la parte bruciata, il carciofo è pronto per essere sfogliato come una cipolla e mangiato foglia a foglia.

Sua maestà la Mozzarella di Bufala
Potevamo lasciarvi a bocca asciutta, senza parlarvi delle succosa mozzarella di bufala aversana? Assolutamente no! Saprete di certo che Aversa è storicamente la patria della mozzarella di bufala! Notizie certe attestano ai Normanni il merito di aver importato dall’India le bufale, anche se le fonti più antiche ci parlano addirittura dei Romani. I monaci del monastero di San Lorenzo ad Aversa, fin dall’anno Mille, erano soliti offrire ai forestieri in processione la “mozza” , un vero e proprio formaggio di latte di bufala.

Ciò perché le campagne aversane, con il loro habitat umido e paludoso, erano le migliori per allevare nei Mazzoni, questi magnifici animali. Ultima curiosità cine-gastronomica: ricordate il famoso film di Totò in cui a Peppino si chiede espressamente la mozzarella aversana, che solo se spremuta e colante di latte, poteva esser buona? Ebbene nel film si cita la Borsa della mozzarella, dove i produttori dei Mazzoni, portavano la mozzarella che veniva venduta dopo una rigorosa asta! Ad accompagnarvi in questa guida prelibata non poteva mancare il Vino Asprinio. Caratteristico vino aversano, ha numerose varianti: da quello classico a quello spumantizzato. In ogni caso, un vino irrinunciabile per accompagnare i piatti della tradizione, con le sue note acidule e il suo colore dorato, quel retrogusto secco che profuma d’antico.

La Polacca e la Pietra di San Girolamo ad Aversa
Per finire in dolcezza, a servirvi con un bel limoncello o un amaro digestivo, potrete scegliere tra la Polacca, dolce tipico aversano di pasta lievitata con una calda crema e l’aggiunta di baccelli di vaniglia e la Pietra di San Girolamo. Sulla Polacca si raccontano tante storie, ma noi preferiamo quella di un anonimo aversano. Egli sostiene che nel 1707 la Regina di Polonia Maria Casimira sostò al Palazzo Orineti di Aversa e, attraverso un ponte che comunicava con un attiguo convento, ebbe contatti con delle suore, le quali prepararono un dolce in suo onore. Per la Pietra di San Girolamo invece, ci teniamo a farvi una raccomandazione: non fatevi ingannare! Sembra brutto fuori, ma dentro un impasto di mandorle, zucchero e cacao, ve lo faranno amare al primo morso.






