Il Grottino di Roccanova è un vino Doc prodotto in provincia di Potenza. In quest’area troviamo vigneti come Sangiovese, Cabernet-sauvignon, Malvasia nera di Basilicata, Montepulciano, e Malvasia bianca di Basilicata. E’ stato inoltre stabilito con l’articolo 3 del Decreto n. del 24 luglio 2009, il prestigioso marchio Doc al Grottino di Roccanova.
Il Grottino di Roccanova
I comuni interessati alla produzione di questo pregiato vino, sono Roccanova, Sant’Arcangelo e Castronuovo di Sant’Andrea. Soprattutto Roccanova, un piccolo comune di circa 1600 abitanti, è il principale produttore del prezioso nettare. Il Comune lucano si trova nella provincia di Potenza, a circa 648 metri sul livello del mare, con un clima mite, in cui hanno potuto attecchire delle viti eccezionali.

Questo territorio comprende molte zone boschive, accanto a dolci colline coltivate appunto a vigneti. Generalmente, i vigneti sono situati nelle zone in mezzo a vallate. Da questi vitigni si ottiene la produzione di ricercate uve, impiegate nella trasformazione del noto vino “Grottino di Roccanova”. Grazie ad un lavoro che è durato molti anni, si è arrivati, nel 2000 al marchio Igt. Poi come dicevamo sopra, nel 2009 alla Doc (Denominazione di origine Controllata). I risultati e i consensi sono giunti dopo una lunghissima tradizione, all’insegna di una viticoltura che ha valorizzato tutte le caratteristiche del territorio.
Il Grottino di Roccanova e Castronuovo
A Roccanova la viticoltura e la vinificazione hanno origini lontanissime e radicate. Al riguardo, recenti operazioni di scavi archeologici, hanno fatto emergere tombe risalenti al IV- V secolo a.C., ricche di contenitori che servivano per il consumo e la conservazione del vino. Alcuni di questi reperti possono essere ammirati dai turisti, poiché sono esposti al Museo nazionale della Sibaritide di Policoro.

Anche Plinio il Vecchio scrisse nella Naturalis Historia che, nelle vicinanze di Grumentum si producevano degli ottimi vini detti “Lagarini”. Orbene, si può quindi ipotizzare che questi vini fossero proprio prodotti a Roccanova, poiché proprio in questo territorio alcuni studiosi hanno localizzato la città di Lagaria. L’antica città sarebbe stata fondata da Epeo, ed era famosa anche per i pregiati vini citati da Plinio. Tornando ai giorni nostri, l’8 dicembre si svolge la sagra del vino. Nel giorno dell’Immacolata appunto, si stappano le botti per assaggiare il vino novello.
Pertusavotte
L’atto di aprire le botti, è detto in dialetto locale “pertusavotte”. Invece, “Grotte aperte” è un’iniziativa promossa dal Comune di Roccanova e dalla Provincia di Potenza in collaborazione con l’Alsia. L’evento vuole promuovere il recupero di luoghi caratteristici, legati alla cultura del vino. Ancora oggi, la conservazione dei vini avviene all’interno di grotte-cantine. Parliamo di veri e propri cunicoli scavati nella roccia delle “timpe arenarie”.

Nelle grotte i livelli costanti di temperatura e umidità mantengono inalterate nel tempo le caratteristiche del vino. Esistono circa 350 grotte e si trovano nella periferia dell’abitato di Roccanova. Precisamente sono nelle contrade Prato, Piscicolo, Manca, Carazita, Mannara. Esse sono subito ben visibili a chi proviene da Sant’Arcangelo. Alcune di esse risalgono addirittura al 1700. Al riguardo, s’ipotizza che il nome stesso del vino, derivi dai caratteristici luoghi in cui è stato da sempre conservato.
Vini lucani
Oggi esistono circa 260 aziende vinicole a Roccanova, si tratta per lo più di attività maggiormente a conduzione familiare. La produzione ammonta a circa 15 mila quintali di uva all’anno. Con il raccolto si riesce ad avere una resa di vino che ammonta a 65-70 per cento circa 10 mila ettolitri di vino.

Inoltre, in base ad uno studio del 2012, ogni ettaro, ogni anno riesce a rendere circa 8 tonnellate di uva. Infine, il Grottino è commercializzato soprattutto localmente, mediante la vendita al dettaglio. In pratica, il restante 5 per cento si consuma a livello nazionale, ma anche all’estero, e soprattutto in Irlanda, Belgio e Austria. Gli acquirenti lucani, prediligono un vino rosso sfuso. Mentre fuori dalla regione, si prediligono i vini imbottigliati “Rosso Riserva”.





