Torna a splendere l’iconica fontana dell’Elefante posta al centro di piazza Duomo a Catania, sormontata dal suo Liotru, consegnata alla città dopo il restauro durato due mesi.
La fontana dell’Elefante
La fontana dell’Elefante è una complessa opera monumentale realizzata tra il 1735 e il 1737 dall’architetto palermitano Giovanni Battista Vaccarini attivo nella ricostruzione della città di Catania e artefice della sua immagine attuale dopo il disastroso terremoto del 1693 che la distrusse quasi totalmente. L’elefante che sormonta la fontana è preesistente.
All’indomani della distruzione della città, si pensò di valorizzarlo mettendolo al centro di un nuovo complesso architettonico che si relazionasse con il resto degli edifici costruiti tutti in tipico stile barocco siciliano e catanese, con la commistione di colori e materiali diversi: nero del basalto lavico e bianco della pietra calcarea siracusana.
Piano piano divenne il simbolo della città e del suo barocco, decretato dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità.
Un simbolo della città
Si trova al centro della scenografica ed elegante Piazza del Duomo, a poca distanza dalla cattedrale, dal Palazzo degli Elefanti, sede del comune, dal mercato storico della Pescheria dove si trovano altre due storiche fontane: quella del Fiume Amenano e quella più antica dei “Sette cannola” e da porta Uzeda.
Il tempo e l’usura hanno deturpato l’originaria bellezza ripristinata dopo un sapiente lavoro di restauro cominciato lo scorso aprile e realizzato grazie ai proventi della tassa di soggiorno.
L’architetto palermitano, per la realizzazione della fontana, si ispirò all’Obelisco della Minerva di Gian Lorenzo Bernini, suo maestro, che si trova a Roma.
La struttura
Il basamento è formato da un piedistallo di marmo bianco situato al centro di una vasca, anch’essa in marmo, in cui cadono dei getti d’acqua che fuoriescono dal basamento. Sul basamento due sculture riproducono i due fiumi di Catania, il Simeto e l’Amenano. L’apparato decorativo si rifà alla mitologia, alla cristianità, alla letteratura presente nelle iscrizioni in latino.

Presenti delle conchiglie e, ai lati, dei putti e figure allegoriche femminili che reggono simboli legati all’idrografia della città e mascheroni. Utilizzato anche del granito rosso con tante striature per creare un effetto cromatico suggestivo.
Sopra si trova l’elefante in pietra lavica, sormontato da un obelisco di origine egiziana arrivato a Catania grazie alle Crociate. Vaccarini aggiunse gli occhi in pietra bianca e le zanne.
L’elefante a Catania
L’elefante a Catania è un simbolo della città: ha infatti anche un suo nome caratteristico, Liotru, storpiatura dialettale del nome di Eliodoro, figura leggendaria catanese. Si trattava di un mago o negromante vissuto nel 725 d.C. che era solito fare scherzi ai catanesi dopo essere stato scartato per ricoprire la carica di vescovo. Venne perseguitato e bruciato sul rogo. Si dice che per spostarsi adoperasse proprio l’elefante nero di pietra che scolpì con la ribollente lava dell’Etna e gli diede la vita.

La statua storicamente risale al periodo della dominazione cartaginese o bizantina, come sostenuto da tanti studiosi. L’autore è ignoto.
Il Liotru divenne simbolo della città nel 1239: reca una gualdrappa marmorea sulla quale sono incisi gli stemmi di sant’Agata, patrona della città. Presenti altri simboli. E’ adoperato come una sorta di meridiana.
Il restauro
Negli anni, notevoli sono stati i danneggiamenti del tempo, dell’acqua e delle persone incivili che ne hanno intaccato la bellezza e il funzionamento. Per questo l’amministrazione comunale ha reso necessario l’intervento di restauro. L’ultimo intervento risale a venticinque anni fa.
I lavori si sono resi necessari per ripulire il sito dagli spessi strati di carbonato e per contenere la dispersione dell’acqua che crea la formazione di patine biologiche che intaccano l’equilibrio cromatico realizzato da Vaccarini e apportano gravi danni all’apparato funzionale della fontana stessa. Il danno maggiore nella parte centrale, nelle figure allegoriche femminili.
E’ stato ricreato un impianto che permette di vedere i nuovi zampilli; la vasca è stata ripulita e ridipinta.

A occuparsi del restauro la ditta Scancarello, specializzata nei restauri conservativi, che ha operato in sinergia con il supporto tecnico degli altri enti preposti alla cura e alla salvaguardia dei beni architettonici storici di valenza culturale, dell’Università, degli ordini professionali e dell’Ance.
Per la realizzazione del restauro si è ricorsi alla tassa di soggiorno, senza incidere sugli equilibri di bilancio. Il tutto è finalizzato a migliorare le condizioni del cuore del centro storico cittadino.
Gli interventi
I lavori cominciati lo scorso aprile si sono conclusi pochi giorni fa. La fontana e il Liotru sono stati recintati; importante l’intervento decorativo dell’artista Salvo Ligama che ha realizzato dei pannelli artistici collaborando con gli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Catania.
L’Elefante è stato avvolto da un telo per ripararlo dagli interventi per riparare le perdite d’acqua e ripulire le superfici, un’immagine singolare che ha fatto sorridere tanti catanesi.
La consegna
La consegna dell’opera alla città la mattina del 14 luglio alla presenza ha partecipato del sindaco Enrico Trantino e tutta la giunta, i dirigenti, i tecnici e i rappresentanti delle istituzioni e delle realtà coinvolte fra cui la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Catania.
Il Liotru giganteggia di nuovo splendente su Piazza Duomo a Catania, pronto per farsi immortalare dai tanti turisti che affollano la città e a vivere in simbiosi coi catanesi che sono soliti sedersi nei gradoni di pietra per consumare pasti, vedere la santa, godere del panorama.
Un bene culturale valorizzato e restituito alla collettività di cui godere pienamente.





