La Fondazione italiani.it ha presentato Intervento alla Corte costituzionale con l’avvocato Andrea Lollo contro il cosiddetto Decreto Tajani dello scorso marzo. Il decreto, modificando la legge sulla cittadinanza per i discendenti di italiani nel mondo, ha introdotto norme molto restrittive al riconoscimento della stessa. Limitandone l’ottenimento solo a chi ha nonni o genitori italiani. Il tribunale di Catanzaro dovrebbe pronunciarsi il prossimo 15 dicembre e potrebbe rimettere il decreto alla Corte Costituzionale. Che sarebbe quindi chiamata a pronunciarsi sulla legittimità di questa norma. Potrebbe quindi essere ribaltata la “chiusura” alle migliaia e migliaia di richieste, provenienti in particolare dall’America Latina ma non solo, che i discendenti di italiani residenti all’estero avevano presentato al nostro Paese. Spinti non solo dal fatto di appartenere ad una famiglia di origini italiane, ma anche dal desiderio di ricollegarsi con un mondo di cui si sentono parte. Per cultura, per legami affettivi ed anche per una questione di appartenenza identitaria al Paese dove si trovano le loro radici famigliari. Un “sentire italiano” che corre da un capo all’altro del mondo che ha accolto i nostri migranti.
Il ricorso per la remissione alla Corte Costituzionale del Decreto Tajani
Il ricorso, che vede in prima linea la Fondazione italiani.it (da sempre impegnata – con la consulenza legale dell’avvocato Carlofernando Parisi – sul fronte delle richieste di cittadinanza degli italiani nati all’estero con ascendenza italiana ), è stato presentato dal professore di Diritto Costituzionale e avvocato Andrea Lollo. Che ha sottolineato, fra l’altro, l’incostituzionalità della norma per il suo effetto retroattivo. Il decreto Tajani violerebbe gli articoli 2 e 3 della Costituzione Italiana. Non consentendo agli interessati di conservare un diritto già acquisito senza alcuna possibilità di appello. Creando una discriminazione tra i cittadini che hanno presentato la domanda prima o dopo il 28 marzo 2025, giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La norma inoltre non rispetterebbe quanto previsto relativamente alla cittadinanza europea.
Dalla legge 91 del 1992 al decreto dello scorso marzo
La precedente disposizione in materia era stata emanata con la legge 91 del febbraio 1992 che regolamentava la cittadinanza degli italiani nel mondo principalmente per diritto di sangue o di discendenza. Il decreto oggetto del ricorso viene quindi a oltre trent’anni da quella norma e nasce, fra l’altro, a seguito delle lamentele di molte amministrazioni comunali che avevano segnalato l’impossibilità, per questioni di tempo e personale, di far fronte al grande numero di richieste di cittadinanza pervenute negli ultimi anni. Nasce forse anche dalla necessità di regolamentare queste richieste. Con quali criteri? E’ uno dei nodi al centro del ricorso della Fondazione italiani.it. Resta un dato: l’ entrata in vigore del decreto Tajani ha provocato l’interruzione di tutti i servizi consolari, e bloccato fino e oltre il 90 per cento delle richieste.





