È ufficiale: Gennaro Gattuso non è più il commissario tecnico della Nazionale italiana. La risoluzione del contratto con la FIGC è arrivata oggi, chiudendo una parentesi durata nove mesi — pochi, forse troppo pochi, per lasciare davvero il segno.
Come è andata
Dopo la dolorosa eliminazione ai rigori contro la Bosnia, che ha sancito il terzo Mondiale consecutivo saltato dall’Italia, era chiaro che qualcosa sarebbe cambiato. Ieri erano già usciti Gravina e Buffon. Oggi è toccato a Rino. L’accordo con la Federazione è stato raggiunto in forma consensuale, senza polemiche, senza strascichi.
Le sue parole
Gattuso ha salutato con la classe che lo ha sempre contraddistinto. Ha detto di portare “il dolore nel cuore” per non aver centrato l’obiettivo, ha ringraziato tutti — la Federazione, lo staff, i giocatori — e ha concluso con una frase che dice tutto: “Il ringraziamento più grande va ai tifosi, a tutti gli italiani che in questi mesi non hanno mai fatto mancare il loro amore e sostegno alla Nazionale. Sempre con l’azzurro nel cuore.”
Non una parola fuori posto. Nessuna polemica. Solo rispetto.
Nove mesi intensi
Arrivato in estate tra scetticismo e curiosità, Gattuso aveva provato a ridare un’identità a una squadra che ne cercava disperatamente una. Aveva riportato entusiasmo, spirito, quella voglia di lottare fino all’ultimo che è da sempre il suo marchio di fabbrica — in campo come in panchina. L’obiettivo finale è sfuggito, ma il tentativo era genuino.
E adesso?
Il calcio italiano riparte da zero. Il nuovo presidente della FIGC verrà eletto il 22 giugno, e solo dopo si potrà ragionare su chi guiderà tecnicamente la Nazionale. I nomi che circolano sono quelli di Conte e Allegri, entrambi però sotto contratto con i rispettivi club. Per le amichevoli di giugno si parla di un traghettatore proveniente dal settore giovanile.
Nel frattempo, Rino può tornare a casa a testa alta. Ha dato tutto. E noi questo lo sappiamo.





