Oggi con la nostra redazione conosciamo meglio un attore made in Catania, che si è fatto amare dal pubblico italiano grazie alla sua poliedricità e costanza: Francesco Foti.
Franceso Foti nasce a Catania nel settembre del ‘65 e fin da subito coltiva la passione per il teatro e la recitazione. Si diploma a Milano all’Accademia d’Arte Drammatica Paolo Grassi. Da questo momento in poi il suo percorso è vasto e vario: spazia, infatti, tra teatro, televisione e cinema. Nel cinema Francesco Foti ha fatto parte del cast di film molto importanti come Baaria, di Tornatore e Alla luce del sole, di Faenza. Anche il teatro, però, ha visto quest’attore catanese interpretare testi complessi e intensi, come Shakespeare, in Lady Macbeth, Anton Čechov, ne Il gabbiano, Albert Camus, ne La peste. In teatro Francesco lavora anche come regista e autore, con il suo monologo Niuiòrc Niuiòrc, che nel 2013 è volato oltre oceano, a New York.
Serie Tv: dal Commissario Montalbano a Il Cacciatore 2
Di certo, il grande pubblico ha imparato ad amarlo grazie ai ruoli che ha ricoperto in molte fiction e serie Tv come Due per tre; Il commissario Montalbano 4; Il capo dei capi; Squadra antimafia; Un medico in famiglia 8; La mafia uccide solo d’estate – Capitolo 2; Il Cacciatore. Proprio questa sera, su Rai 2 e Raiplay, lo vedremo nella seconda stagione de Il Cacciatore alle 21.20 ca. In questa serie TV, ispirata al libro Cacciatore di mafiosi del magistrato Alfonso Sabella, Francesco Foti è il PM Carlo Mazza, impegnato coi suoi colleghi del pool antimafia nella difficile lotta tra il bene e il male. Un uomo dai valori saldi, marmorei diremo, il nostro Carlo Mazza, personaggio che Foti fa suo, restituendoci una genuinità recitativa incredibile.

Oggi, con #itCatania incontriamo Francesco Foti, proprio in occasione della prima puntata de Il Cacciatore 2. Siamo curiosi ed entusiasti, vogliamo chiedergli tutto, speriamo di riuscirci. Iniziamo col parlare della sua catanesità. Cosa vuol dire oggi essere un attore siciliano, catanese, e lavorare in ambito nazionale ed internazionale? <<È un piacere, un orgoglio e un privilegio, poter portare in giro il nome di Catania, e della Sicilia. Sentire con quanto calore si viene apprezzati, anche all’estero, è una soddisfazione incredibile. Credo, davvero, che quando si trova il modo di sfruttare tutto quello che la nostra terra ci dà, il siciliano non abbia confronti.>>
Qual è il tuo rapporto con Catania e con il teatro catanese?
<<Molto buono. A Catania sono nato, anche teatralmente. E a Catania spesso torno, anche per lavorare. Ho lavorato al Massimo Bellini e allo Stabile, ma anche in tanti spazi meno “ufficiali”, ma molto vivi e interessanti. Abbiamo una buona generazione di attori giovani, che si affiancano a quelli della tradizione, nuove realtà e registi che hanno visioni personali e molto diverse tra loro. Io, da buon outsider, curioso di sperimentare e mettersi alla prova, ho lavorato molto trasversalmente con realtà diversissime (da Palco Off al Teatro Mobile) e con registi diversissimi (da Giovanni Anfuso a Nicola Alberto Orofino), solo per citarne alcuni. >>

Noi di #itCatania ci siamo resi conto che, negli ultimi anni, c’è stato un risveglio culturale nella nostra città, una sorta di primavera araba. Tu come la vedi? <<Sarò sincero, a me sembra che negli anni si sia visto un po’ di tutto a Catania, dal vero fermento delle cantine al bagliore di effimere movide. Adesso mi sembra che, dopo aver fatto un po’ i conti (anche in senso strettamente economico) con se stessa, Catania stia davvero tornando a farsi motore culturale. Lo dimostrano anche i cartelloni teatrali che, lottando con carenze di fondi e di spazi, si affacciano conquistando un loro pubblico.>>
Il Cacciatore 2 questa sera andrà in onda su Rai 2, e vede Francesco Foti nei panni del Pm Carlo Mazza
Questa serie, che con la prima stagione si è fatta conoscere positivamente dal pubblico e dalla critica, è alla seconda stagione. Raccontaci, Franscesco, cosa ci dobbiamo aspettare da questa nuova stagione? <<La seconda stagione riparte esattamente da dove è finita la prima, col matrimonio di Saverio e Giada e con Carlo Mazza testimone – cioè proprio il personaggio di Francesco Foti.- E sarà anche testimone di quello che succederà all’amico, che sprofonderà all’inferno e nella solitudine, dopo la scoperta della morte del piccolo Giuseppe Di Matteo.>>
Continua Francesco Foti <<Dal canto suo, il mio Mazza ha già a che fare con un peso enorme: la promessa fatta alla sua famiglia e quindi anche a Giovanni Falcone e a se stesso: lasciare il Pool Antimafia non appena catturerà Giovanni Brusca, l’altro mandante dell’omicidio del suo amico e mentore. E’ davvero pronto, però, per lasciare il suo lavoro, che è buona parte della sua vita? Lo scopriremo insieme in questa seconda stagione, che io seguirò entusiasta come voi. La seguirò anche attraverso i miei social, @francescofoti1, dove potrete commentare tutti! >>

Carlo Mazza e Francesco Foti, i valori e l’impegno
Viene spontaneo chiederti cosa ti ha lasciato questa esperienza e il personaggio di Carlo Mazza? <<Tanto, davvero! È stato un magnifico viaggio che mi ha portato ad immaginare cosa potesse voler dire essere un magistrato (e che magistrato!) in quegli anni. Ho interpretato tanti ruoli, ma con Carlo Mazza è scattato qualcosa di particolare, una continuità con la mia vita personale, che mi ha reso, se possibile, ancora più attento e deciso nell’impegno a difesa e diffusione dei valori in cui credo. >>
Già abbiamo detto quanto tu sia eclettico: ora chiediamo a te dove pensi di esprimere al massimo la tua arte? <<Trovo davvero che ogni ambito abbia la sua alta dignità, se fatto bene. Questa è la discriminante vera. Dove si può esprimere meglio la propria arte? Dove si lavora bene, dove ci sono situazioni, produzioni, registi che amano il loro lavoro e gli attori, dove si può creare sentendosi al sicuro, protetti. Per quanto mi riguarda, trovo necessario poter alternare le cose. Per questo motivo, adesso torno un po’ al teatro, col mio monologo Niuiòrc Niuiòrc, che sarà a Messina il 29 febbraio e l’1 Marzo e con un nuovo spettacolo. Infatti, approfittando di questa sorta di stretto collegamento con Mazza e del tanto tempo dedicato a studiare la mafia e quel periodo, sto scrivendo il mio nuovo spettacolo teatrale.>>
I progetti futuri di Francesco Foti
Fantastico, parlaci dei tuoi progetti futuri …<<Ci sono diversi progetti che aspetto si definiscano. Vista l’amicizia che è nata, ho chiesto di collaborare, per questo nuovo progetto teatrale di cui vi parlavo, ad Alfonso Sabella, il magistrato autore del libro che ha ispirato la serie tv. Sarà teatro “civile”, se mi si passa il termine un po’ abusato. Perché voglio farmi ambasciatore di cose successe, per continuare a parlare del perché certe cose esistano, di come possiamo e dobbiamo capirle e combatterle, per fare in modo che non accadano più. Finché la storia non s’impara, si ripete! Io cerco di non fare gli stessi errori.>>
Una fotografia per la città…
Francesco Foti è un attore catanese, che ama la sua città d’origine, che anzichè rinnegarla la porta come stendardo del suo modo d’essere. Se tu avessi la possibilità di fotografare una, e una sola, zona della nostra città, quale fotograferesti? <<Per un attimo sono stato indeciso tra uno scorcio classico, tipo la Cattedrale, o uno più attuale, come potrebbe essere la trasformazione di San Berillo. Credo, invece, che fotograferei una zona che ho scoperto da poco.
E’ proprio dietro la pescheria, dove ci sono un po’ di nuovi locali e ristoranti, con i banchi di prodotti ai lati della strada e gli ombrelli colorati in cielo (anche se adesso sarebbero un po’ da risistemare).>> Perché proprio questo pezzo della città? <<L’ho trovato un magnifico esempio di tradizione aperta al turista, cioè si sente l’essenza di Catania, e dei catanesi, ma anche la voglia di essere visitata. La sua ospitalità, senza scadere nel folclore turistico (di cui altre città sono piene).>>
Come facciamo a non dargli ragione. Francesco Foti ama questa nostra Catania ospitale e verace…Proprio come lui, ci sembra giusto aggiungere!





