Cara Befana per Frosinone ti chiedo una cosa, chissà se mi accontenterai. In un tempo lontano si sperava di ricevere dei giocattoli dalla mitica vecchina. Erano tempi di miseria e nelle calze (vere) alla fine si trovava qualche mandarino e della frutta secca. Oggi però, intenti a svuotare calze preconfezionate, piene di ogni ben di Dio, tra un cioccolatino e una barretta, forse abbiamo smarrito il “buon senso”.
Cara Befana per Frosinone ti chiedo
E’ tutto un gran borbottare, tra un cenone e una fetta di pandoro trasudante burro, con il dito unto e infido sullo schermo dello smartphone. Eppure di critiche e proposte serie, sostenute da un CV e documenti, ce ne sono ben poche. Si dice no, no e ancora no e io cara Befana vorrei invece almeno una città più accessibile per chi è disabile, poiché so che è fattibile.

Però non bisogna chiedere che cada dall’alto e non è detto che debba arrivare da un ente astratto. Cosa stiamo facendo noi per rendere più facile la vita di chi è in carrozzina? Poco o niente. La legge 104/92, all’articolo 24 indica alcune procedure per l’eliminazione delle barriere architettoniche, stabilendo che nel caso in cui venga modificata la destinazione d’uso di un edificio in luogo pubblico, il proprietario debba presentare anche una dichiarazione di conformità alle norme sull’accessibilità e abbattimento delle barriere architettoniche.
Polveri sottili
Ma i cittadini lo fanno? I nuovi negozi rispettano le norme d’accesso ? Ecco chiederei alla Befana il buon senso di farlo, poiché accade raramente. Un altro ostacolo che rende difficile l’ingresso in un negozio è la porta a battente: faticosa da aprire per chi si muove sulla sedia a rotelle. Sarebbe meglio optare per una porta scorrevole automatica.

I camerini dovrebbero essere adeguati a queste esigenze. E poi per accedere in chiesa sarebbe meglio un monta scale, piuttosto di una rampa che sembra più adatta ad un Super G. In stazione mancano gli ascensori, ma speriamo che dopo la totale ristrutturazione ci siano e che siano funzionanti. Servono anche mezzi pubblici con le rampe, quindi il coinvolgimento ci riguarda tutti, nessuno escluso e basterebbe un po’ di buon senso. Inoltre, chi è in carrozzina, come può transitare sui marciapiedi in città, sempre imbrattati da deiezioni canine?
Esame del DNA per deiezioni canine
Potremmo prendere esempio da chi si è meglio attrezzato. Al di là delle telecamere che aiuterebbero moltissimo, Bolzano fa di meglio. Da quest’anno si procederà all’esame del DNA. Qualcuno alzerà il sopracciglio, ma solo perché può camminare e non tutti possono farlo. Come al solito, la pancia piena non pensa per quella vuota. A Bolzano, l’esame del Dna servirà a incastrare i padroni che non raccolgono gli escrementi del proprio cane.

La colpa non è ovviamente dei pelosi, ma dei loro padroni umani. A incastrare chi fa finta di non vedere gli escrementi arriverà il test del Dna per le deiezioni canine, al quale seguiranno poi le dovute sanzioni. Il capoluogo altoatesino aveva già approvato la norma nel 2020, ma poi non era stata applicata. Adesso invece sembra che verrà messa in pratica, a partire dal 2024. Basterebbe un po’ di buon senso e invece si dovrà sanzionare severamente.
Abbattere le polveri sottili
Quando noi frusinati protestiamo al riguardo, c’è chi fa spallucce. Le sanzioni ci sono, applichiamole, vigiliamo con un po’ di buon senso. Perché non dovremmo farlo anche noi? Speriamo poi che sempre in linea con la libertà anche di chi non può camminare, torni a funzionare l’ascensore inclinato. A Rocca di Papa c’è una struttura fantastica e a Genova un’altra molto complessa, ma perfettamente funzionanti. Perché non dovremmo riuscirci anche noi? Cara Befana ti chiedo meno inquinamento, perché la salute persa, difficilmente si recupera. Siamo immersi in un’atmosfera tossica, densa grigiastra e rossastra da far paura, ma nessuno vuol rinunciare a qualcosa o cambiare qualche abitudine. In molte case il riscaldamento è altissimo e taluni si beano di girare in maglietta e pantaloncini corti. Abbassare la temperatura sarebbe una risposta, ma non c’è verso. Qui direi che l’egoismo si sposa con l’ignoranza che genera stupidità.
Rampe d’accesso per disabili – Cara Befana per Frosinone ti chiedo
All’auto non si vuole rinunciare e nei camini si brucia di tutto, anche lì raggiungendo temperature altissime. Le piste ciclabili si vivono con fastidio, non come a Pesaro ovviamente. Non abbiamo le vie larghe e la cultura della bici di Pesaro e questo è un problema. La tendenza deve cambiare ad ogni livello, dalla scuola, alla parrocchia, alle associazioni, alle famiglie. Quindi cara Befana, ti chiedo di portarci un po’ di buon senso, perché lo abbiamo smarrito nelle nebbie fitte del nostro inquinamento.





