L’arte orafa di Vicenza, figlia e nipote delle antiche tradizioni medievali, continua a vivere dopo secoli, grazie a maestri orafi artigiani che sono eccellenze italiane uniche nel mondo.
L’arte orafa di Vicenza
Si tratta di artigiani in grado di trasformare i metalli preziosi in opere d’arte. Qui la lavorazione dell’oro non è solo un’economia pingue, bensì arte. Già a partire dall’epoca romana, l’arte orafa vicentina era molto sviluppata e poi in particolare durante il regno longobardo, l’istituzione di una zecca per la produzione di monete auree, fece fare un balzo in avanti significativo alla città. Qui, gli artigiani vicentini iniziarono a forgiare e a fabbricare diversi prodotti artistici di grandissima valenza.

Così come accade oggi, non c’era ambito della vita e oggetto prezioso o impreziosito interessato dall’oro in mille diverse declinazioni. Anticamente, si andava dagli oggetti di corredo funebre, agli articoli più disparati d’uso quotidiano. Parliamo di fibbie, fermagli, perle e fili d’oro per abiti fatti con stoffe preziosissime. Ma anche pettini, e ogni genere di monile che bramavano come segno di potere e ricchezza, i nobili locali.
Vicenza Oro
Naturalmente anche la chiesa aveva il suo ruolo importante. I gioielli dei religiosi come le croci d’oro, erano un simbolo che doveva colpire chi entrava in un tempio che doveva colpire e infondere un atteggiamenti reverenziale. Orbene, per molti secoli l’artigianato orafo vicentino ha forgiato stili, mode, così come accade anche oggi.

Quest’arte locale ha plasmato mille modi di fare la moda in epoche diverse, contribuendo a gettare solide basi in termini di tecnica e competenza sul campo, per l’arte orafa di oggi, figlia di quella di ieri. Al riguardo, vale la pena ricordare che nel Medioevo gli artigiani orafi vicentini ottennero un enorme riconoscimento per la maestria. Parliamo della Fraglia degli Orefici del 1339, a dimostrazione dell’importanza sociale raggiunta dell’intero settore locale. La Fraglia degli Orefici era una corporazione che comprendeva ben 150 maestri orafi locali. Era davvero un numero importante per quell’epoca.
Orafi vicentini
Dobbiamo considerare che Vicenza all’epoca contava circa 20 mila abitanti. Gli orafi artigiani poterono così iniziare a partecipare attivamente alla vita politica ed economica locale, lavorando l’oro in botteghe inserite nel cuore della città. Insomma, avevano un ruolo sociale non indifferente. Durante il regno della Repubblica di Venezia, come si può comprendere, l’artigianato dell’oro a Vicenza conobbe un periodo di grande espansione.

La ricca Venezia, avendo commerci un po’ ovunque, attraeva acquirenti che desideravano avvalersi dell’arte orafa vicentina. Fu proprio in questo periodo che furono creati alcuni dei più rinomati prodotti di oreficeria vicentina, di cui tuttora perfettamente conservati citiamo il Reliquiario della Santa Spina, la statua della Madonna con Bambino e la croce del Cristo Crocifisso. La Fraglia ad un certo punto, si sciolse, ma questo non cambiò la sostanza dell’imprenditoria orafa. Ingegno, creatività e maestria, radicate consentirono agli artigiani della città di Vicenza di prosperare ancora.
L’arte orafa di Vicenza – artigianato vicentino
Dal Medioevo, arriviamo fino all’Ottocento, quando la modernità, portò molti cambiamenti in positivo. Protagonista di questo cambiamento fu Luigi Merlo, che è stato il primo maestro orafo, definibile come “orafo meccanico” che traghettò l’oreficeria nella vera moderna. Arrivano i primi macchinari industriali, ed ebbe ragione, perché le sue creazioni fecero il giro di tutta Europa e lo resero uno dei più grandi orafi del suo tempo.

Il primo riconoscimento internazionale arrivò poco dopo, con l’inaugurazione e l’enorme successo della Fiera campionaria vicentina nel 1908. Ad oggi, la Fiera di Vicenza è infatti considerata il polo fieristico più rilevante al mondo per il settore dell’oreficeria.





