Il 6 gennaio è un giorno molto atteso dai bambini. Ricordo con nostalgia la sera prima dell’Epifania quando ponevo una calza nella mia cameretta, sperando di trovarla il giorno dopo piena di dolciumi. Che delusione se si trovava del carbone! Voleva dire che si era stati un po’ disubbidienti. Sulla tavola si lasciava, poi, qualcosa di caldo e di dolce affinchè la Befana potesse rifocillarsi durante il suo lungo viaggio notturno. Questa vecchietta con la gobba, il naso adunco, il fazzoletto in testa, lo scialle e le scarpe rotte resta un personaggio che da sempre ha stimolato la fantasia dei più piccoli. Originariamente la Befana era simbolo dell’anno appena trascorso, un anno ormai vecchio proprio come si immagina la Befana stessa.
La leggenda della Befana
La Befana ha origini antiche ed è uno dei simboli più autentici della tradizione popolare italiana. Sembra che il suo nome derivi dall’alterazione della parola Epifania (Befania), festività religiosa alla quale la Befana è collegata. Secondo una leggenda i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, si fermarono a chiedere informazioni ad una vecchina. Questa, purtroppo, non riuscì a capire cosa volessero. I Re Magi le chiesero di unirsi a loro, ma la vecchietta non accettò l’invito. Quando i Re Magi si allontanarono la donna capì di avere sbagliato e decise di partire alla loro ricerca, ma non riuscì a trovarli. Fermò allora ogni bambino per dargli un regalo nella speranza che questo fosse Gesù Bambino. Ecco perché la sera che precede l’Epifania la Befana si ferma in ogni casa in cui c’è un bambino per lasciare un dono.

La Befana di Adria
Adria può vantare una sua Befana che si avvale di preziosi aiutanti come la Signora Sa Gina, il Mago della Frulla e il Salvanelo. Tanta è la sua fama che la Befana di Adria è stata scelta quest’anno come testimonial dal network di italiani.it per le Festività 2020-2021. La pandemia, purtroppo, non ha permesso lo svolgimento delle tanto attese iniziative della manifestazione “La Befana vien di notte” che si concludevano con il Brusavecia. La Befana di Adria, però, non si è arresa e attraverso il web è stata protagonista di un indedito incontro con Babbo Natale. Il 4 e 5 gennaio, alle 17.30, inoltre, attraverso la pagina Facebook e il Canale Youtube del Comune di Adria la vecchietta adriese racconterà due bellissime fòle: La storia de “El dottorsatutto” e de “El drago dalle sette teste“.

Il Brusavecia e i dolci de la vecia
Il 6 gennaio è consuetudine anche ad Adria Brusar la vecia. Viene realizzata una sagoma avente le sembianze della Befana, imbottita di paglia. Questa tradizione si rifà ad antiche usanze secondo le quali davanti ad un falò si facevano previsioni sull’andamento del nuovo anno e dei futuri raccolti. Esiste infatti il detto: Faive a ponente Panoce gnente Faive a Levante Panoce tante. Un tempo, in questa occasione, osservando le scintille del fuoco, si mangiava anche la pinza de la vecia. La pinza è un dolce tipico della tradizione veneta preparato con ingredienti sostanziosi. Si possono utilizzare: pane ammollato nel latte, uvetta, frutta secca, uova, farina di mais, uova e zucchero.

A proposito di dolci della tradizione dell’Epifania, Adria ne può vantare uno tutto suo: la bissòla. Ovviamente anche il dolce ha la forma de la vecia o del veción. Ogni pasticceria ha la sua ricetta, così come ogni famiglia adriese. Insieme alla calza, quindi, i bambini di Adria (ma anche gli adulti!) il 6 gennaio ricevono questi bellissimi e buoni dolci decorati. Il termine bissòla sembra derivare da biscia, serpe, poiché anticamente si realizzavano pani con questa forma.
Ogni anno ad Adria, quindi, il 6 gennaio ogni adulto può tornare bambino, rinnovando perennemente un’antica tradizione. Buona Epifania!






