[openid_connect_generic_login_button button_text="Accedi"]
Condividi:

Le feste patronali degli italiani nel mondo

Le feste patronali degli italiani nel mondo sono il segno più autentico di un legame che il tempo e la distanza non hanno spezzato. Sono organizzate da figli e nipoti di emigrati che, pur essendo nati altrove, hanno scelto di custodire la memoria dei propri paesi come un bene prezioso.

In quei giorni di festa, non si celebra solo una tradizione religiosa o popolare. Si rinnova un’appartenenza. Per chi è partito, spesso con una valigia piena di speranze e nostalgia, la festa del Patrono non è solo un evento religioso o folkloristico. È il legame più forte con la propria terra.
Riprodurre le celebrazioni del paese d’origine, con la processione, le luminarie, la musica, i fuochi d’artificio, i piatti tipici preparati secondo le ricette delle nonne, significa ricostruire un pezzo della propria identità lontano da casa. È un modo per dire: noi non abbiamo dimenticato. In Argentina, in Australia, negli Stati Uniti, in Canada, in Germania, in Belgio e in tanti altri Paesi, le feste patronali diventano momenti di comunità straordinari. Si parla il dialetto del paese d’origine, si indossano gli abiti tradizionali, si cantano le stesse canzoni, si portano sulle spalle le stesse statue dei Santi.

Spesso sono le seconde e terze generazioni a organizzare tutto questo. Sono giovani nati all’estero che forse non hanno mai visto il paese di origine in Italia, ma, che sentono un forte legame con quella festa. Queste celebrazioni spesso nascono dal volontariato, dalle offerte, dalle ore di lavoro donate dopo giornate già piene di impegni. Sono fatte da persone che lo fanno solo per amore, per il proprio Santo patrono, per il proprio paese, per le proprie radici e in quel momento l’emigrato non si sente più lontano.


Tra le feste patronali italiane più famose ricordiamo:

La Festa di San Gennaro, organizzata dalla comunità napoletana. Si svolge ogni anno a New York (USA) nel cuore di Little Italy. La celebrazione ricalca quella originale di Napoli. Dalla processione con la statua del Santo tra la folla alla banda musicale e marce tradizionali; dallo stand con cibo tipico napoletano alle luminarie e fuochi d’artificio. È una delle feste italiane più grandi al mondo. Coinvolge anche le nuove generazioni nate negli Stati Uniti. Per i napoletani d’America è un momento di identità, fede e appartenenza.

La Festa di  Sant’Antonio di Padova
Da Molfetta a Hoboken (USA), gli emigrati molfettesi hanno portato negli Stati Uniti la loro festa più amata. Ad Hoboken la celebrazione è praticamente identica a quella pugliese. C’è la processione con la statua sulle spalle dei devoti, la benedizione sul mare, i concerti delle bande musicali, i fuochi pirotecnici spettacolari e le tavolate con piatti tipici della tradizione. È una festa che coinvolge l’intera città e che viene preparata per mesi dai volontari della comunità.

La Festa Maria SS. della Bruna
Da Matera a Buenos Aires (Argentina), la comunità lucana in Argentina ha ricreato la festa della Bruna mantenendo i simboli più importanti. C’è la processione della Madonna, i costumi tradizionali, la musica popolare lucana, i momenti di preghiera e convivialità. Anche senza il celebre “strazzo” del carro come a Matera, lo spirito della festa è devozione, orgoglio e memoria delle proprie radici.

Queste feste non sono semplici eventi folkloristici. Sono la prova concreta che l’emigrazione non ha spezzato il legame con la terra d’origine. Gli italiani nel mondo non hanno solo portato con sé una valigia. Hanno portato i loro Santi, la loro fede, la loro musica e la loro identità.

Condividi:

Articoli correlati

ADV SIDEBAR
Torna in alto