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E che festa sia: entra nel vivo a Venezia il Carnevale dei giochi e delle tradizioni

Il Carnevale di Venezia impazza, è proprio il caso di dirlo. Nonostante la pioggia che ha limitato, nella prima settimana di eventi, le passeggiate in maschera tra calli e campielli. Facendo preferire ai tanti turisti già giunti in città il tepore dei caffè di Piazza San Marco. Dove dame del Settecento con abiti alla francese dal corpetto attillato e gentiluomini in tricorno e marsina sorseggiano caffè e cioccolate calde. Ma le previsioni del tempo sono in miglioramento e, in questo fine settimana centrale del Carnevale, Olympus. Alle origini del gioco prosegue il suo viaggio nel mito dei giochi. Quelli antichi e quelli di oggi. Volutamente collegandosi ai poco lontani e appena aperti Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026.

E perché nei secoli, a Venezia, il Carnevale era anche un grande palcoscenico di competizioni, di spettacoli circensi e di prove di abilità collettive. Che in qualche modo hanno anticipato, o comunque ante litteram condiviso, lo spirito delle moderne Olimpiadi. Facendo sì che il Carnevale di Venezia sia stato inserito nel calendario ufficiale degli eventi culturali collegati ai Giochi.

Tra giochi d’acqua notturni, sfilate in maschera, feste pubbliche e private

In questo ormai collaudato mix di manifestazioni spontanee, commedie dell’arte, artisti di strada, sfilate in maschera e feste diffuse, pubbliche e private, hanno preso il via gli spettacoli negli antichi spazi dell’Arsenale. Sede ideale per Arsenale Water Show-Il Richiamo di Olimpia, nove serate di giochi sull’acqua con fontane danzanti, luci e proiezioni immersive. Il tutto per raccontare la storia di un pescatore che sogna l’immortalità degli dèi. Cinque le prove per conquistarla attraverso i continenti, gli elementi, i sensi … Terra, acqua, fuoco, aria in un pastiche di veneziano, italiano, inglese, francese e latino narrano la storia di un viaggio fantastico per partire da uomini e tornare da eroi.

Dalle acque dell’antico Arsenale ai raffinati spazi di un palazzo affacciato sul Canal Grande, tra i più iconici della città lagunare. Eccoci a Ca’ Vedramin Calergi dove, tra i tanti personaggi storici illustri, visse per due anni anche il compositore tedesco Richard Wagner, che qui morì il 13 febbraio 1883, proprio in questi giorni ….. A Ca’ Vendramin Calergi il Carnevale si fa mistero con il Dinner Show che quest’anno è dedicato al Canto di Ambrosia. Tra velluti barocchi e luci dorate ha preso il via (con una serie di appuntamenti fino alla fine del Carnevale) un’esperienza che segna l’inizio delle cene ufficiali. Ogni sera le sale si popolano di cantanti, musicisti, performer, attori, maghi, tarologi, fachiri, ballerini, burlesquer … e divinità dell’Olimpo. Coppe di Ambrosia, la bevanda degli dei, accompagnano un menù pensato ad hoc per questo racconto.

Le dodici Marie del Carnevale sfilano in Canal Grande rievocando una tradizione millenaria

Fortemente legato alla tradizione il corteo acqueo – il secondo del Carnevale dopo quello che ha aperto la manifestazione – delle 12 Marie del Carnevale. In gondola, lungo il Canal Grande, fino allo scenografico arrivo in Piazza San Marco.

Storia millenaria (correva l’anno 973) di dodici ragazze veneziane rapite dai pirati dalmati, ritrovare e ricondotte a Venezia in gran festa. E’ il racconto di un fatto storico realmente accaduto e che nel corso dei secoli, con modalità e riti diversi, è stato sempre ricordato.

La commedia dell’arte nella città dove è nato il primo teatro del mondo

Venezia è palcoscenico a cielo aperto per la Commedia dell’Arte che in questi giorni la vede protagonista in Piazzetta San Marco e in campo San Polo. Ma anche in campo San Cassiano dove è nato il primo teatro di Venezia, e del mondo, nel 1637. Diverse compagnie nazionali e internazionali fanno teatro in mezzo alla gente, sotto il cielo veneziano che di queste commedie, nei secoli, ne ha viste tante: con Casanova, Arlecchino, Pantalone e Pulcinella.

I Giochi di Strada incantano da un campo all’altro della città, dando vita ad una grande agorà (per restare in tema) di giochi. Ultimo ma non ultimo il Carnevale della Cultura che trova spazio in teatri e musei con aperture straordinarie e spettacoli di eccellenza. Fra questi, al Teatro Goldoni di scena “Mirandolina”, un’inedita rivisitazione della goldoniana La Locandiera. Alla Fenice due opere verdiane: il Simon Boccanegra e La Traviata. Partecipa anche la Biennale con il Carnevale Internazionale dei Ragazzi che quest’anno porta per la prima volta a Venezia tre Olympian Artists, atleti Olimpici e Paralimpici che praticano arte.

Quel Carnevale lunghissimo, spettacolo unico che già nel Settecento richiamava a Venezia mezza Europa

E che festa sia, come storicamente è stato per secoli. Scrive Alvise Zorzi nel suo La Repubblica del Leone che nel Settecento a Venezia, “Tra l’andirivieni dei visitatori illustri e la continuità dei festeggiamenti cittadini … l’attrazione maggiore … era il Carnevale, un Carnevale lunghissimo”, che “prima della Quaresima .. raggiungeva l’acme … una folla inverosimile riempiva la Piazza … Arlecchini e Pantaloni e Pulcinella e Balanzoni e Brighella … e finti patrizi… finti gondolieri, finti carbonai. Tra questo spettacolo unico … e la gran quantità di altri spettacoli, ricevimenti e balli .. non fa meraviglia che mezza Europa si riversasse a Venezia a godersi il Carnevale”.

(crediti foto: ufficio stampa Carnevale di Venezia)

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