Gallipoli, come tutte le città di mare ha da sempre avuto la necessità di proteggersi dalle incursioni di popoli che volevano conquistarla. Per tale motivo fu costruito il castello che è circondato quasi completamente dal mare e si erge sull’estremità orientale dell’isola che ospita il borgo antico.
Il monumento fu edificato con ogni probabilità già nell’XI secolo su fortificazioni romane già esistenti. Tuttavia, la costruzione vera e propria risale al XIII secolo, ovvero all’epoca dei Bizantini. Nel corso dei secoli ha subito diverse modifiche da parte dei conquistatori che arrivarono in città.
Castello di Gallipoli: storia ed architettura originaria
Il castello di Gallipoli che è posto a guardia della città e del porto che un tempo era crocevia di importanti commerci, ha una pianta quadrangolare con tre torrioni circolari ed una torre poligonale. L’edificio costruito dopo il 265 a.C. come fortezza per ospitare i legionari a difesa della città, subì gravi danni da parte dei Vandali e dei Goti nel V secolo. I bizantini che presero il dominio della città, ricostruirono il castello e la testimonianza è una lettera di Papa Gregorio Magno risalente all’anno 599 nella quale si congratulava con il tribuno Occiliano invitandolo a non abusare del castello di Gallipoli, in quanto era proprietà della Chiesa di Roma.
Il castello, in origine, aveva una sola torre collegata alla città tramite una struttura a puntone provvista di fortificazioni e bocche di fuoco con ponte levatoio che lo collegava alla torre. La fortezza resistette all’assedio di Roberto il Guiscardo del 1055-56 e nel 1071 subì l’occupazione dei Normanni. La guarnigione normanna si stabilì nel castello, ma l’unico ricordo di quel periodo è l’incisione dell’anno 1132 sull’attuale portone d’ingresso. Federico II di Svevia successe ai normanni e ristrutturò il castello nella prima metà del 1200. In seguito, gli Angioini lo potenziarono nel 1320, data che è incisa sul portone d’ingresso.
Le sostanziali modifiche del castello nel periodo angioino-aragonese
Il castello subì sostanziali modifiche tra il XV ed il XVI secolo quando Angioini ed Aragonesi presero il dominio di Gallipoli. Queste due dinastie isolarono il fossato su tutti i lati e nel 1522 fecero costruire la cortina di levante nota come Rivellino. Esso serviva a difendere la via d’ingresso della città ed impedire che i nemici si accampassero in modo permanente dopo aver attaccato da terra. Nel XVII secolo, lo staccarono dal castello ed aggiunsero una torre quadrata sovrapposta all’attuale torre della bandiera. In seguito, costruirono un altro ponte che partiva dalla riva opposta e finiva in un accesso secondario al castello e al Rivellino stesso. Attualmente, sono ancora visibili i resti accanto alla torretta del Rivellino e nell’accesso ad esso. La torre ha ancora le catapulte ed i cannoni usati in passato per difendere la città.
Nel Cinquecento, gli Angioini e gli Aragonesi sostituirono il ponte levatoio che collegava il castello alla città con uno in muratura. L’interno del castello ha grandi sale con volte a botte e a crociera, cunicoli e camminamenti. La forma del castello rimase invariata fino alla seconda metà dell’Ottocento, poi tra il 1870 ed 1879 cambiò con il riempimento del fossato e la copertura della facciata con la costruzione del mercato ittico. Il castello, nelle varie epoche diede rifugio a diversi regnanti tra cui Filippo e Roberto d’Angiò (1306-1327), la regina di Napoli, Giovanna II nel 1414, Ferdinando I nel 1463 ed Isabella d’Aragona nel 1495. Infine, stando ad alcuni storici, qui nacque il pittore Giuseppe Ribera conosciuto come lo Spagnoletto.





