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Roma: al Parco Archeologico del Colosseo apre al pubblico la Casa dei Grifi

Un’antica domus repubblicana rivive grazie a tecnologie innovative

Il Parco Archeologico del Colosseo ha aperto al pubblico la Casa dei Grifi, uno dei complessi residenziali più antichi e significativi dell’epoca repubblicana sul Colle Palatino, con un sistema di visite in diretta real time che permette di esplorare ambienti altrimenti inaccessibili.

Un gioiello archeologico riportato alla luce

La Casa dei Grifi è una domus privata risalente al II–I secolo a.C., scoperta agli inizi del XX secolo dall’archeologo Giacomo Boni. Situata in una profondità di circa cinque metri sotto il livello del terreno e inglobata nelle fondazioni dell’imponente Palazzo di Domiziano, conserva un eccezionale ciclo di affreschi, mosaici e decorazioni in stucco: elementi decorativi rari che offrono una visione diretta dello stile di vita e dell’arte di élite nell’antica Roma.

Il nome “Casa dei Grifi” deriva proprio da una decorazione con grifoni, figure mitologiche affiancate in posizione simmetrica, visibili in uno degli ambienti sotterranei principali.

Tecnologia e fruizione pubblica

L’apertura al pubblico non avviene però con il consueto accesso diretto: gli ambienti ipogei sono troppo fragili e difficoltosi da raggiungere tramite i percorsi tradizionali a causa della scala stretta e della delicatezza delle superfici pittoriche. Per questo motivo il Parco archeologico ha adottato una soluzione digitale innovativa:
– una guida equipaggiata con videocamera esplora in tempo reale gli spazi interni;
– immagini e commento live vengono trasmessi ai visitatori, che possono così ammirare gli affreschi e i dettagli decorativi senza entrare fisicamente negli ambienti.

Le visite in diretta saranno disponibili su prenotazione a partire dal 3 marzo, con turni sia in italiano sia in inglese, permettendo a un pubblico ampio e inclusivo di apprezzare questo straordinario sito.

Un progetto nel segno del PNRR

L’intervento sulla Casa dei Grifi è il secondo di dieci progetti previsti nel quadro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Caput Mundi), nell’ambito della Missione 1 dedicata alla Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura e Turismo. L’obiettivo è valorizzare e aprire al pubblico aree “nascoste” del patrimonio romano, restituendo alla cittadinanza e ai turisti luoghi di grande valore archeologico e culturale.

Altri interventi comprendono l’apertura di ambienti sotterranei della Domus Tiberiana, delle “stanze segrete” lungo il Palatino e nuove aree di accesso e fruizione, con un piano complessivo che punta sia alla tutela dei reperti sia alla loro accessibilità.

Un ponte tra passato e innovazione

La Casa dei Grifi rappresenta un esempio emblematico di come tecnologia e archeologia si intreccino per offrire nuove forme di esperienza culturale. In un contesto come quello del Parco Archeologico del Colosseo – che include gioielli come il Colosseo stesso, il Foro Romano e l’intero colle Palatino – questo progetto apre prospettive originali per la scoperta del passato romano, andando oltre la semplice visita turistica e trasformandola in un’esperienza coinvolgente e inclusiva.

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