Pienza è un comune della provincia di Siena di poco meno di 2000 abitanti situato nella Val d’Orcia.
Il suo centro storico, curato nei dettagli e ricco di storia, è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità nel 1996, sia perché rappresenta il primo esempio di urbanistica di concezione umanistica del tempo, ma anche perché la sua dimensione di “città ideale rinascimentale” è stato d’esempio per altre città in Italia e all’estero.
Pienza, l’origine del suo nome
Fino al 1462 il paese si chiamava Corsignano, ma nel 1405, una nobile famiglia senese, vi nacque Enea Silvio Piccolomini che cinquantatré anni dopo divenne papa Pio II.
Durante un viaggio verso Mantova il pontefice attraversò il paese natio e lo stato di degrado in cui lo trovò lo spinse a costruire una nuova città sopra l’antico borgo.
I lavori durarono circa quattro anni e portarono alla realizzazione di una cittadina tipicamente quattrocentesca.
Quando papa Pio II morì prematuramente alla nuova città fu dato il nome di Pienza che , infatti, significa “città di Pio”.
Pienza, riconosciuta come un sito Unesco
Il borgo di Pienza è una meraviglia da cartolina che si dispiega tra panorami mozzafiato e dolci colline.
Considerata la città ideale del Rinascimento, viene riconosciuta come sito Unesco nel 1996, è una meravigliosa testimonianza dei canoni urbanistici del Rinascimento: l’organizzazione razionale dei suoi spazi e le impareggiabili prospettive di piazze e palazzi cinquecenteschi conquistano lo sguardo di chi la visita.
La bellezza paesaggistica della Val d’Orcia che lo circonda lo rendono ancora più magico, un piccolo gioiello di cui innamorarsi al primo sguardo.
Storia e curiosità su Pienza
Come detto in precedenza la storia di Pienza è legata a Papa Pio II che trasformò il piccolo borgo natale in un centro urbano ispirato ai principi architettonici e urbanistici del Rinascimento. Giovanni Pascoli lo descrisse come “nato da un pensiero d’amore e da un sogno di bellezza”.
Pio II affidò la rielaborazione di Pienza a Bernardo di Matteo Gambardelli detto il Rossellino, allievo del più famoso Leon Battista Alberti. I lavori durarono tra il 1458 e il 1462 e interessarono l’antico borgo fortificato di Corsignano.
La bellezza delle sue costruzioni in stile rinascimentale e l’incredibile vista panoramica hanno fatto innamorare moltissimi pittori, artisti, fotografi e registi, come Franco Zeffirelli vi trovò ispirazione per il suo film Romeo e Giulietta.
Cosa visitare a Pienza
La prima cosa da vedere a Pienza è Palazzo Piccolomini, un capolavoro del Rossellino al cui interno si trovano importanti mobili antichi, opere d’arte, una pregiata biblioteca e tanti particolari cimeli. La vera chicca è il giardino pensile e dal loggiato si può ammirare il panorama della Val d’Orcia.
Un’altra tappa è la Pieve di Corsignano, un luogo di culto esoterico che, nel corso dei secoli, ha subito molti rifacimenti.
Assolutamente da non perdere è il Palazzo Comunale, nel cuore di Pienza, di fronte al Duomo. Anche questo immobile, caratterizzato da un ampio loggiato sulla facciata, è opera di Rossellino e risale alla metà del 1400.
Ultima tappa imprescindibile è Palazzo Massaini, un meraviglioso complesso architettonico sul pendio collinare. Costruito nel 1500 dalla famiglia Massaini sopra un precedente castello di origine medievale, oggi è la sede di un importante player nel settore cosmetico e ospita anche un’azienda agricola.
Cosa fare a Pienza: 2 alternative per vivere bene la vacanza
Sul percorso tra Siena e Pienza e viceversa ci sono numerose meraviglie da visitare come San Quirico d’Orcia, un antico borgo medioevale ancora intatto, oppure la Cappella della Madonna di Vitaleda, circondata da cipressi, raggiungibile percorrendo circa 800 metri a piedi su strada sterrata.
Due altri posti che vale la pensa visitare sono Castiglione d’Orcia e Buonconvento, due anticgi borghi nati lungo la Via Francigena.
La prima domenica di settembre si tiene la Fiera del Cacio con il gioco del cacio al fuso: oltre a omaggiare il formaggio, eccellenza gastronomica della città, le sei contrade del paese sono impegnate in una particolare tenzone, tra degustazioni e intrattenimenti.
Cosa mangiare a Pienza?
Tra piatti tipici della cucina toscana c’è l’imbarazzo della scelta.
Le famose bistecche di Chianina, o i pici toscani, un piatto povero di origine contadina, una pasta fatta a mano con acqua e farina, condita con ragù di Chianina, aglione e briciole di pane tostate in padella.
Ma prima di ripartire non potete esimervi di assaporare il pecorino di Pienza, una bontà di origini antiche, fatto col latte di pecora stagionato in barriques.





