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Omicidio Gucci, un fatto di cronaca nera diventato leggenda

Gli studenti della Scuola Biennale di Scrittura e Storytelling di Viagrande Studios ci raccontano noti episodi di cronaca divenuti in seguito soggetto di apprezzate opere letterarie. Nei loro lavori descrivono prima il fatto, con stile asciutto e neutrale, e poi ci fanno emozionare con la narrazione della storia. Un unico avvenimento, due punti di vista diversi, in bilico tra giornalismo e letteratura. Questa settimana pubblichiamo il lavoro di Simone Cappuccio. Il suo lavoro riprende la saga della famiglia Gucci, ispirazione per l’opera di Sarah Gay Forden, da cui è tratto anche il film.   

IL FATTO nudo e crudo. Cronaca a 360°

La Vedova Nera e la Banda Bassotti, sembrano titoli di fantasia ma è tutto vero!

L’omicidio Gucci è un episodio della cronaca nera italiana che fa ancora parlare dopo quasi trent’anni. Ripercorriamo gli step della vicenda in vista del nuovo film ispirato ai fatti che riguardarono una delle famiglie più in vista d’Italia.

Gucci e sua moglie, prima giovane coppia felice
Gucci e sua moglie, prima giovane coppia felice. Primo piano.

«È stata stizza». Così Patrizia Reggiani motiva l’assassinio che commissionò ai danni dell’ex-marito in un’intervista per il Corriere della Sera. Maurizio Gucci muore a Milano la mattina del 27 marzo 1995, a 47 anni. Arrivato allo stabile del suo ufficio in via Palestro 20, dietro di lui sopraggiunse un uomo che, impugnando una pistola, lo colpì uccidendolo solo con l’ultimo sparo. La svolta nelle indagini arrivò due anni dopo quando. Grazie a una soffiata su Ivano Savioni, portiere dell’albergo Adry, si installa un poliziotto sotto copertura, che riuscì con un’abile messinscena ad informarsi su tutti i particolari dell’omicidio Gucci. Nell’albergo partono anche le intercettazioni telefoniche. In una di queste Pina Auriemma, molto amica di Reggiani, parlando con Savioni si mostrò preoccupata e lui l’aveva rassicurata scoprendo le loro carte.

La svolta nelle indagini: una messinscena dei poliziotti sotto copertura scopre le carte degli assassini

I coniugi Gucci, ormai coppia patinata. Sembra una coppia felice in questo primo piano
I coniugi Gucci, ormai coppia patinata. Sembra una coppia felice in questo primo piano

Per gli investigatori la dinamica era chiara: Reggiani aveva incaricato Auriemma di trovare qualcuno che uccidesse Gucci. Questa aveva chiesto a Savioni e da lui si arrivò a Orazio Cicala e Benedetto Ceraulo. 

Nel 1998 Reggiani e Cicala furono condannati a 29 anni di carcere, la prima come mandante dell’omicidio e il secondo come autista dell’assassino. A Ceraulo, esecutore materiale, fu dato l’ergastolo. Per Auriemma la pena stabilita fu di 25 anni per favoreggiamento, mentre Savioni ricevette una condanna a 26 anni come organizzatore dell’assassinio. Tutti questi anni per rancore e stizza.

LA STORIA narrare i fatti di cronaca

Quando avevo dodici anni e mi accostavo alla moda le prime volte, non sapevo che nella storia di questo marchio si celava uno dei fatti di cronaca nera più avvincenti della nostra storia contemporanea.

Maurizio Gucci, presidente della maison fino al 1993, trova la morte il 27 Marzo 1995 davanti al suo ufficio da un misterioso killer. All’assassino servirono quattro colpi di pistola, l’ultimo alla testa, per finirlo.

Scartate le ipotesi che l’uomo fosse stato vittima di un crimine originato da questioni di affari, gli inquirenti esaminarono la possibilità che l’ex-moglie dell’imprenditore, Patrizia Reggiani, potesse aver provocato la morte di suo marito. Infatti, la donna, varie volte, aveva pubblicamente espresso forti rancori nei suoi confronti.

Un amore “ricco” di compromessi quello tra i coniugi Gucci

Patrizia Reggiani e Maurizio Gucci si conobbero a una festa nel 1970, si sposarono nel 1972 – contro il parere del padre di Maurizio, che considerava la donna come una mera arrivista – e si trasferirono a New York. Lì vennero a contatto con la più alta borghesia e Patrizia si abitua al nuovo tenore di vita. Aiuta suo marito nella scalata al potere della casa Gucci di cui, dopo una serie di estromissioni (nello specifico dello zio e del cugino), diventerà azionista maggioritario. 

Nel 1982 i coniugi fanno ritorno a Milano e tre anni dopo Maurizio decide di separarsi dalla moglie dopo l’incontro con Paola Franchi, l’ultima lady Gucci. Nonostante Patrizia continuasse a usare il cognome del marito ormai come status symbol della posizione sociale. La nuova coppia si dà alle spese folli e alle stravaganze, che preoccupano l’ex moglie nonostante Maurizio avesse accettato di versarle un sostanzioso assegno annuo. Il rancore e la stizza spingono Patrizia – come lei stessa ha dichiarato in diverse recenti interviste – a chiedere all’amica Pina Auriemma, dilettante sensitiva, di metterla in contatto con dei sicari. E così viene messa in piedi quella che sarà chiamata la “Banda Bassotti”. Tutti scoperti in seguito grazie a intercettazioni telefoniche e quindi condannati per diversi capi di imputazione.

In primo piano il libro di S.G.Forden sulla saga della famiglia Gucci
In primo piano il libro di S.G.Forden sulla saga della famiglia Gucci

“La banda bassotti” uccide Gucci

Patrizia ha ormai scontato la sua pena e si è dichiarata offesa per la realizzazione del film uscito recentemente sulla vicenda, dato che l’interprete che recita il suo ruolo, Lady Gaga, non ha voluto incontrarla. Afferma inoltre, ricordando la vicenda, che non si sarebbe mai aspettata di essere scoperta. Ma la storia ormai la conosciamo. Oggi la casa di moda Gucci non è più associata, se non da ricordi, al cognome della famiglia attuale.

A cura di Simone Cappuccio, studente della Scuola Biennale di Scrittura e Storytelling di Viagrande Studios 

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