Gli olivi salentini negli ultimi anni sono stati devastati dal batterio xylella. Ora, però, sembra esserci finalmente una soluzione per salvaguardarli grazie ad un fronte comune tra la onlus Save the olives ed alcuni imprenditori pugliesi molto innovativi. Si tratta di un progetto ambizioso che punta alla certificazione di nuove cultivar italiane di olivi, in modo tale da proteggere le piante da questo terribile batterio.
Olivi: il progetto di Save the Olives per salvarli dalla xylella
Gli olivi in Salento sono molto importanti perché danno lavoro a tante persone che coltivano questi alberi dai quali ricavano degli oli preziosi. Purtroppo negli ultimi anni, gli olivi hanno subito l’attacco indiscriminato da parte del batterio xylella. Un organismo unicellulare che ha devastato ettari di oliveti. Per tale motivo, la onlus Save the Olives scenderà in campo per salvaguardare queste preziose piante. Non lo farà da sola, ma con la collaborazione di imprenditori innovatori che hanno a cuore la Puglia come ad esempio Natuzzi. Il progetto prevede la costruzione di una screen house, ovvero una serra protetta.
La struttura avrà una base di 9 metri per 15 ed un’altezza di 4 metri. Il telaio sarà in acciaio con copertura in policarbonato e rete anti insetti. La struttura, il cui costo è di 60mila € servirà ad isolare le piante madri presenti in serra dall’ambiente esterno. Grazie alla serra, la ricerca in campo ed in laboratorio entrerà in una fase cruciale. Questo porterà alla certificazione di nuove cultivar frutto di incroci tra due cultivar resistenti, il Leccino e la Favolosa ed oltre 800 varietà certificate in Italia.
Un progetto molto ambizioso
Il progetto di Save the olives per la salvaguardia degli olivi è davvero ambizioso. Il primo traguardo è quello di raccogliere fondi tra i vari imprenditori che hanno a cuore la Puglia con la sua biodiversità, la sua prosperità e la diversificazione delle produzioni agricole. La Serra verrà costruita a Gagliano del Capo, una terra che interagisce strettamente con Santa Maria di Leuca. L’azienda che se ne occuperà è la Forestaforte di Giovanni Melcarne, agronomo e sostenitore del rapporto tra impresa e ricerca scientifica.
Il tutto sarà reso possibile da rapporto tra i rappresentanti della onlus Arturo Parolini e Patrizio Ziggiotti e Natuzzi. I veri protagonisti, però, saranno i ricercatori del Cnr di Bari coordinati dal dottor Donato Boscia. A portare avanti la ricerca e gli studi sullo xylella è la ricercatrice Maria Saponari che è riuscita a capire come si comporta il batterio che sta distruggendo gli olivi.
Il progetto nato a Roma lo scorso 21 aprile punterà ad un futuro strategico, ma in stretto rapporto con le aziende locali. Inoltre, si farà in modo che le varie fasi della ricerca avvengano in modo rapido. Per riuscirci, Save the olives punterà a stimolare finanziamenti che permettano la rapida selezione di cultivar resistenti al batterio ed in grado di dare olio di ottima qualità.





