Come far piovere in tempo di siccità. Qualcuno alzerà il sopracciglio, eppure esistono da sempre molti modi per provocare scrosci e piogge. Ad esempio preghiere e rituali sono sempre esistiti e pare funzionino davvero.
Come far piovere
Nell’antica Roma, durante la cerimonia chiamata “aquilicium”; matrone scalze e con capelli sciolti, salivano sul Campidoglio. Facevano ruzzolare pietre, invocando Giove Pluvio, urlando a squarciagola; simulando il brontolio del tuono. Ancora oggi si pensa che il cantare stonando porti la pioggia! Più avanti, verso la metà del quarto secolo, papa Liberio trasformò la cerimonia pagana d’invocazione delle precipitazioni in una pubblica preghiera cristiana.

Da allora l’uso è rimasto e ancora oggi il vescovo, in caso di prolungata siccità, indice una processione o un pellegrinaggio ‘ad petendam pluviam‘ (per invocare la pioggia). Ricordiamo anche le processioni medioevali dei flagellanti, indette ogni volta che la siccità minacciava i raccolti. I rituali per la pioggia sono particolarmente diffusi in Italia perché veniamo da una tradizione agricola. Papa Gregorio alla fine del VI secolo istituì anche le Rogazioni, sostituendo i riti pagani ad pluviam petendam con preghiere e processioni.
Preghiere per invocare la pioggia
In Veneto ancora oggi, durante i periodi di siccità, si realizzano delle croci con rami di ontano da portare in processione e a lasciare all’ingresso dei campi, per propiziare l’arrivo della pioggia. Anticamente, quando non pioveva da tempo e le cisterne erano vuote, si portava l’immagine della Madonna in processione. I contadini, scalzi, e i giovani del paese con corone di rovi sul capo, seguivano la processione, invocando la Vergine.

In alcune zone, ogni 7 anni la Madonna esce dalla chiesa; dinanzi alla quale centinaia di persone aprono una pettorina e si percuotono con delle spille. Hanno un sughero nel quale sono stati conficcati o pezzetti di vetro o spilli. Sono i battenti e accompagnano con il sangue versato la processione. Il fedele che si batte offre alla Madonna il bene più prezioso. Versando il sangue, lo si offre alla Madonna.
Rituali per la pioggia
In cambio si chiede la sopravvivenza per la comunità che lei può garantire facendo piovere. Anche all’estero accade così. In Bielorussia, le donne arano il fiume, cantando canzoni rituali. In Macedonia, gruppi di persone alzando le mani e la testa verso il cielo, eseguono riti e canti ritmici; chiamando la pioggia. Esistono tantissimi rituali, come nei villaggi di Gagauz e degli slavi meridionali. Una ragazza, vestita a festa, va in una vigna, con una ghirlanda in testa; scavalca tutti i cortili del villaggio e i contadini la innaffiano d’acqua.

Oppure si va nella landa desolata a mezzanotte; facendo un cerchio d’acqua intorno. Si alzano le mani verso il cielo e si cammina in senso orario lungo il sentiero dell’acqua fino a quando non si asciuga. Si continua a camminare accompagnando il tutto con parole volte a richiedere la pioggia dalla natura. I ceceni sacrificano un serpente e un gallo nero.
Processioni per la pioggia
Poi ancora sull’isola di Giava nel periodo di siccità, gli uomini si scagliavano l’un l’altro al sangue con aste flessibili. Si credeva che una goccia di sangue causasse la pioggia. Alcuni druidi affermano che, adattando il proprio corpo e il proprio cervello a certe vibrazioni; si entra in contatto con l’ambiente, contribuendo alla formazione di nuvole e alla pioggia.

Esiste un rituale dei druidi, in cui ci si siede a gambe incrociate verso ovest e meditare; e bisogna visualizzare l’acqua che risciacqua il nostro corpo o che lo purifica. Poi si deve invocare l’elemento dell’acqua nel modo che si preferisce e recitare ringraziando l’elemento. Dodola, parola che ricorre nel canto, è il nome di una divinità femminile della mitologia Slava. “Che la pioggia venga a bagnare questa terra; che venga a purificare le nostre anime e risciacqui il nostro cuore.
Aquilicium e come far piovere
Io ti prego elemento Dell’acqua di portare la pioggia in questa terra! Così sia!”. E’ la Dea della pioggia e moglie di Perun, il Dio del tuono. Nel rito per propiziare la pioggia, giovani donne cantano canzoni per Dodola. Sono canzoni specifiche e ne esiste un vasto repertorio, chiamate appunto Dodolske Pesme. I canti sono accompagnati da danze e le giovani donne, nel rituale, sono coperte di foglie e piccoli rami. Sin dall’antichità si attribuisce a druidi e sacerdoti il potere di controllare il tempo atmosferico; comandare le tempeste, incatenare il vento, proviamo!

Sarebbe meglio eseguire le cerimonie in riva ad uno stagno o ruscello, Si raccoglieva l’acqua in un calderone e poi la si agitava con dei rametti. Mentre si agita l’acqua, s’invoca i lo spirito della pioggia chiedendo abbondanti piogge per la fertilità dei campi.
Giove Pluvio
Successivamente, con i rametti, si mescola il liquido per nove volte in senso orario e subito dopo per nove volte in senso antiorario. Poi scuotendo l’acqua ancora si ripete il processo per tre volte. Si spruzza l’acqua nell’aria come se stesse effettivamente piovendo. Il rituale veniva ripetuto in sequenze dispari e concluso gettando l’acqua del calderone sulla terra.

Da lì a poco si era certi che la pioggia sarebbe giunta abbondante. Si può anche bruciare l’erica, foglie di felci bagnare dei cristalli di rocca ed esporli all’ aria aperta. Funzionerà? Chissà, ma almeno abbiamo imparato su come far piovere qualcosa e ci siamo un po’ divertiti.
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