Un edificio sacro ricco di storia, che negli anni ha subito tanti cambiamenti ma resta uno degli esempi più belli dell’architettura normanna. Ha una lunga gestazione il duomo di Messina, un capolavoro d’arte che ha attraversato tante epoche e soprattutto tanti eventi che l’hanno cambiato. Terremoti, incendi, che hanno determinato tante modifiche. È un edificio da visitare se ci si trova nella città siciliana, per scoprirne la sua storia e la sua magnificenza. Noi proviamo a raccontarvi qualche aneddoto.

Il duomo di Messina, un po’ di storia
Secondo i documenti antichi, l’edificazione del duomo di Messina risale al 1120. A volerne la costruzione il re normanno Ruggero II. Nel 1197 consacrata dall’arcivescovo Benzio e dedicata a Santa Maria Assunta. Ma purtroppo negli anni ha subito molte modifiche. Un incendio si verificò nel 1254, durante le esequie in onore di Corrado IV di Svevia, figlio di Federico II. Distrutti i rivestimenti in legno del soffitto, istoriati a colori. Qualche frammento è conservato al Museo regionale di Messina. Devastante il terremoto del 28 dicembre del 1908: la cattedrale fu quasi completamente distrutta. Restarono soltanto alcune parti delle muri perimetrali e le absidi. Ma nonostante le macerie fu avviata la ricostruzione. E il nuovo duomo consacrato il 13 agosto del 1929.

E ancora nel 1943 il duomo di Messina subì molti danni a causa dei bombardamenti degli alleati. Ma il cantiere è stato sempre riavviato. E i lavori fatti negli anni hanno cercato di conservare nelle linee architettoniche l’antica struttura normanna. La parte più antica dell’edificio è la facciata inferiore formata da fasce marmoree policrome. E poi negli anni molte le opere d’arte di pregevole fattura e molti monumenti sono stati costruiti. Tra cui quello di Costanza di Castiglia, moglie di Federico III d’Aragona e Alfonso II re di Napoli. Risalgono al Trecento, invece, i mosaici dell’abside centrale con il Cristo Pantocratore in trono, immagine che ricorda la caratteristica “maniera greca” presenti in altri edifici sacri siciliani.

Il maestoso campanile del duomo di Messina
Nel duomo di Messina di particolare rilevanza è il campanile, costruito dopo il terremoto del 1908, su progetto dell’architetto Valenti. Alto 60 metri su una base quadrata di metri 9,60 di lato. Quattro ordini caratterizzano la struttura, delimitata da un cornicione, che termina con una cornice merlata e raggiunge 48 metri di altezza. Quattro cuspidi alla sommità che fanno da contorno a quella centrale. E poi è caratteristico il complesso meccanismo dell’orologio meccanico-astronomico del campanile.
Il suggestivo portale maggiore e il suo interno
Maestoso il prospetto del duomo di Messina con tre portali. Quello centrale è incorniciato lateralmente da due colonne tortili che poggiano su due leoni. Presenti poi piccole edicole sovrapposte con statue di santi e angeli e la Statua della Vergine realizzata dal Mazzola. Al suo interno le navate sono separate da due file di 12 colonne. E poi le statue marmoree che rappresentano santi e le famose Cappelle dell’Apostolato. Vi sono contenute dodici nicchie con statue che raffigurano gli Apostoli.

Nonostante le numerose distruzioni e ricostruzioni la Cattedrale di Messina affascina ancora oggi i visitatori per la bellezza e l’eleganza delle sue linee. All’interno sono visibili diversi monumenti funebri di Arcivescovi sopravvissuti alle varie distruzioni, nonché il mosaico dell’abside di sinistra quasi interamente originale.
La curiosità sull’organo del duomo
All’interno oltre ad ammirare il soffitto, le navate, si può vedere il complesso dell’organo. Considerato il secondo più grande d’Italia ha 5 tastiere, 170 registri, 16.000 canne. A realizzarlo nel 1948 la ditta Tamburini di Crema.





