Ci sono progetti che nascono da una passione. E la passione, quando è autentica, non ha bisogno di permessi né di patrocini per mettersi in moto.
italiani.it racconta l’Italia da oltre trent’anni. Prima ancora che esistessero i social network, prima che il web diventasse la piazza di tutti, questo dominio — uno dei più longevi della storia di internet italiana — aveva già scelto la sua missione: tenere viva l’identità italiana nel mondo, connettere chi è rimasto con chi è partito, dare voce a un’Italia spesso trascurata dai grandi media.
L’Italia raccontata dai suoi abitanti
Nel corso degli anni, italiani.it ha costruito qualcosa di speciale: una rete di siti dedicati ai comuni italiani — da conflenti.italiani.it in poi, passando per decine di altre realtà — realizzati non con finanziamenti pubblici né con il sostegno delle istituzioni, ma grazie alla disponibilità spontanea di persone comuni: cittadini, emigrati, appassionati di storia locale, custodi di memorie di paese.
Erano loro i veri autori. Scrivevano di tradizioni, di feste patronali, di ricette antiche, di paesaggi e di storie dimenticate. Raccontavano il proprio comune con quella profondità che solo chi ci è cresciuto — o chi lo porta nel cuore da lontano — sa restituire. Noi della Fondazione offrivamo la piattaforma, loro offrivano la voce.
Questo lavoro è stato fatto senza alcun aiuto delle amministrazioni locali, né comunali né regionali. Non per diffidenza, ma per scelta: italiani.it vuole essere e restare assolutamente estraneo a qualsiasi schieramento politico. Una garanzia di terzietà che consideriamo un valore irrinunciabile, oggi più che mai.
La novità: le istituzioni entrano nel progetto
Il Progetto Comuni segna un cambio di passo. Non una svolta ideologica — i valori restano gli stessi — ma un’apertura nuova: per la prima volta, coinvolgiamo le amministrazioni locali come partner attivi nella promozione del loro territorio.
L’idea è semplice nella sua ambizione: mettere a disposizione dei comuni la forza di italiani.it — la sua storia, la sua community, la sua capacità di raggiungere gli italiani nel mondo — per raccontare e promuovere ogni singolo comune in modo innovativo, autentico, partecipato.
Le amministrazioni che aderiscono non comprano visibilità. Entrano in un progetto culturale.
Tre mesi di dialogo: una sorpresa bellissima
Quando, circa tre mesi fa, abbiamo cominciato a bussare alle porte delle prime amministrazioni, eravamo onesti con noi stessi: non sapevamo cosa aspettarci. Avevamo lavorato per anni senza istituzioni, e parte di noi si chiedeva se le istituzioni fossero pronte — o interessate — a ragionare in modo diverso.
Siamo stati, piacevolmente, smentiti.
Abbiamo iniziato da Conflenti, il comune calabrese dove ha sede la Fondazione italiani.it. Era naturale partire da casa. Da lì, il dialogo si è allargato ad altri comuni della Calabria, e poi alla Sicilia, fino a coinvolgere il GAL delle Isole Eolie, che ha deliberato un protocollo d’intesa con la Fondazione.
Quello che abbiamo trovato, in questo percorso, è stata una disponibilità che non ci aspettavamo in questi tempi spesso complicati: sindaci aperti, curiosi, capaci di vedere nel Progetto Comuni qualcosa di genuinamente nuovo. Non il solito convegno, non la solita brochure. Un progetto vivo, digitale, rivolto alla comunità degli italiani nel mondo.
Un grazie speciale al Sindaco di Scigliano
Tra le tante persone che abbiamo incontrato in questi mesi, vogliamo ringraziare in modo particolare il Sindaco di Scigliano, che non si è limitato ad aderire al progetto: lo ha fatto proprio, lo ha raccontato ai suoi colleghi, lo ha promosso con convinzione tra altri sindaci della zona. Grazie a lui, il Progetto Comuni ha trovato terreno fertile anche in comuni che non avremmo raggiunto così presto.
È il meccanismo più bello che possa innescarsi: quello del passaparola tra persone che credono in qualcosa.
Il senso di tutto questo
Raccontiamo questa storia non per celebrarci, ma perché crediamo che abbia un valore simbolico importante.
In un’Italia dove il dialogo tra istituzioni e società civile è spesso difficile, dove la burocrazia pesa e la sfiducia è diffusa, abbiamo trovato sindaci che guardano avanti. Che vogliono per i loro comuni non solo investimenti in cemento, ma anche visibilità, identità, connessione con i propri emigrati e con il mondo.
Questo ci dà energia. E ci conferma che il Progetto Comuni ha senso — non solo sulla carta, ma nella realtà concreta di quei territori.
Andremo avanti, comune per comune, con la stessa passione di sempre. E con qualcosa in più: la consapevolezza che, quando bussi con rispetto e con un’idea buona, le porte si aprono.





