Marco Vitruvio Pollione nasce quindi a Formia, 80 a.C. circa. E’ stato un architetto e scrittore romano, che ha fatto la storia nel suo campo, forse come nessun altro prima e dopo di lui.
Marco Vitruvio Pollione
Il più importante teorico occidentale del suo campo di tutti i tempi, con la sua De Architectura, ha creato dal nulla il fondamento dell’architettura occidentale fino alla fine del XIX secolo. Tanto si hanno scarse notizie sulla sua vita privata, tanto si hanno dati e documenti di quello che ha teorizzato, costruito o ispirato. Di fatto ufficiale sovrintendente delle macchine da guerra per Giulio Cesare, riesce a diventare architetto-ingegnere per Augusto. Tuttavia, l’’unica opera che egli stesso scrive di aver progettato e costruito è la basilica di Fano, un vero capolavoro.

Comunque Ottaviano Augusto gli concede anch’egli la gestione e la revisione delle macchine belliche delle legioni romane. In ogni caso fu grazie a Ottavia, sorella dell’imperatore, che Vitruvio ricevette numerosi incarichi nella realizzazione di molte opere. Per secoli la sua opera e i suoi principi sono stati, una insostituibile fonte d’ispirazione per l’architettura occidentale.
De Architectura
A Vitruvio, infatti, si riconosce la capacità di aver trasformato l’architettura in un nuovo sapere tecnico, capace di elevare la tecnica ad una vera e propria scienza. Descrisse anche le proporzioni del corpo umano e Leonardo da Vinci le immortalò col suo disegno ormai famoso in tutto il mondo chiamato “Il Vitruviano”. L’importanza di Vitruvio è dovuta soprattutto al suo trattato De architectura (Sull’architettura).

Consta di 10 libri ed è dedicato ad Augusto che a fine carriera gli aveva concesso un vitalizio. Vitruvio si rivolge direttamente ad Augusto in ciascuna delle introduzioni preposte ad ogni libro. Dopo essersi ritirato, avendo ottenuta una pensione, si dedicò solo alla stesura del trattato, proprio mentre il princeps Augusto si dedicava invece a un programma di sviluppo edilizio. La stesura dell’opera avvenne negli stessi anni in cui Augusto aveva in mente un rinnovamento generale dell’edilizia pubblica.
Ottaviano Augusto
Il grande architetto, mirava probabilmente a ingraziarsi l’imperatore, a cui l’autore. In ogni caso, Il De architectura è l’unico testo latino di architettura integro e pertanto il più importante, tra i pochi giunti, fino a noi. L’influenza sulla cultura occidentale è dovuta soprattutto a questa sua unicità. E’ vero che la sua autorità in campo architettonico è testimoniata dai riferimenti alla sua opera presenti in molti autori successivi ed è indiscutibile. Suscitò interesse per esempio alla corte di Carlo Magno e poi, in Petrarca, che annotò di sua mano una copia oggi conservata alla Biblioteca Bodleiana dell’Università di Oxford.

Ma anche in Boccaccio, che ne possedeva una copia. Altre copie sono documentate in Italia a fine Trecento. Una copia riscoperta nel 1414 a Montecassino da Poggio Bracciolini, che comunque deve averne rinvenuta una copia nelle sue ricerche, forse in area tedesca.
Biblioteca di Montecassino – Marco Vitruvio Pollione
Nel 1542 circa nacque anche l’Accademia vitruviana, sotto la protezione del cardinale Ippolito de’ Medici. L’associazione intendeva contribuire a promuovere e sostenere il fervore teorico che animava la riflessione dei protagonisti dell’arte e dell’architettura rinascimentale. Il cosiddetto “dibattito vitruviano”, o “questione vitruviana”, era quello sforzo conoscitivo collettivo che spingeva artisti, eruditi e appassionati alla riappropriazione dell’eredità dell’arte greco-romana e dell’architettura classico-romana. Farlo anche attraverso la lettura, l’interpretazione e il commento del trattato latino De Architectura, mai tramontato. Molti intellettuali e artisti del Rinascimento italiano, come il Vignola, Bernardino Maffei, Guillaume Philandrier detto il Filandro, Alessandro Manzuoli, Luca Contile, Annibal Caro, Marc’Antonio Flaminio, Francesco Maria Molza e Gaietta, sostennero l’Accademia. A partire dal XV secolo il trattato è stato uno dei fondamenti teorici dell’architettura occidentale fino alla fine del XIX secolo.





