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Ruffano, un piccolo gioiello nel cuore del Salento

Nel cuore delle serre salentine, nella Puglia meridionale esiste il piccolo borgo di Ruffano che, con la frazione di Torrepaduli, non raggiunge i 10.000 abitanti.

Ruffano, vivacizzato dalle rugosità subcollinari, e dall’armonia architettonica del nucleo storico, è una delle realtà più apprezzate del Salento.

La storia e le origini di Ruffano

Le origini di Ruffano sono incerte.

Alcuni rinvenimenti della località rurale di Manfio testimoniano che il sito è stato frequentato fin dalla preistoria.

Pare che il nome Ruffano derivi dal centurione romano Rufus che avrebbe frequentato questa terra in età romana.

Il centro storico risalirebbe al basso Medioevo, quando la Terra, con le mura e il fortilizio, avrebbe rappresentato l’elemento di congiunzione tra i Casali di San Marco e quello di San Foca.

Ruffano è stato uno dei feudi più rappresentativi della Terra d’Otranto, che passò dalle mani della famiglia napoletana dei Brancaccio a quella dei D’Amore di Ugento e, successivamente, ai Ferrante, tutti hanno lasciato tracce indelebili nel patrimonio della comunità.

La frazione Torrepaduli, il cui nome deriva dall’antica presenza di una o più torri e di aree paludose che caratterizzavano il sito nel passato.

Cosa c’è da vedere a Ruffano

Nel centro storico di Ruffano e di Torrepaduli ci sono veri e propri gioielli di architettura come i palazzi: Pizzolante, Licci, Castriota-Scanderbeg, D’Urso e Villani. Palazzi, case a corte, corti plurifamiliari si articolano tra slarghi e piazze.

Sul territorio di Ruffano sono presenti numerosi “truddhi”, masserie e pajare, costrusioni architetture legate alla civiltà contadina disseminate nelle campagne circostanti.

Tra i truddhi riveste notevole importanza il “Trullo Ferrante” che risulta tra i più importanti della Puglia per dimensione.

Numerosi frantoi ipogei sono disseminati nel centro storico in cui è presente anche il Santuario di San Rocco di Torrepaduli, meta di pellegrinaggi da secoli.

Sulla Serra di Ruffano c’è la chiesa della Madonna della Serra, a 170 m.l.m., la cui cappella, sin dal medioevo, ha visto sostare i numerosi pellegrini diretti al Santuario di Leuca.

Nel cuore dei due centri storici spiccano le chiese matrici: la chiesa dell’Immacolata in Torrepaduli con i bellissimi portali di pietra risalenti uno al 1588 e l’altro al 1603, e la settecentesca chiesa della Natività di Beata Maria Vergine di Ruffano, esempio di architettura barocca. Al suo interno si possono ammirare i numerosi altari di pietra leccese e le tele del pittore ruffanese Saverio Lillo (1734-1796). 

Scavi recenti sotto la Chiesa della Natività hanno portato alla luce le fondamenta di abitazioni medievali, le fosse di sepoltura e un cimitero di epoca bizantina (IX-X secolo).

Nel piano interrato c’è una cripta con affreschi orientali del Crocifisso e di San Marco e numerose grotte naturali adibite a luoghi di culto.

Vale la pena visitare anche il seicentesco convento dei Cappuccini, il Castello Brancaccio, trasformato in dimora signorile, e casa natale-museo dello scultore ruffanese Antonio Bortone (1844-1938), uno degli scultori italiani più apprezzati fra l’Ottocento e il Novecento, dove sono conservate molte sue opere autografe, come la scultura della Vittoria Alata.

Da visitare inoltre la Pinacoteca comunale in cui sono presenti numerose opere d’arte contemporanee e la Biblioteca comunale “don Tonino Bello” con un fondo librario a partire dal XVI secolo, ma anche il Museo naturalistico della Madonna della Serra, il Museo della Ceramica, adiacente agli scavi della chiesa matrice di Ruffano e il Museo della Civiltà Contadina di Torrepaduli.

Nel paese ci sono, inoltre, diversi laboratori artigianali della ceramica, del rame, dei pizzi e dei merletti, del ricamo, dell’intreccio, del tamburello, dove non mancano aspetti innovativi.

I piatti tipici ruffanesi

I prodotti locali sono legati alle colture tradizionali dell’ortofrutta, dell’olivo e del grano, ma è soprattutto l’olio extravergine di qualità ad avere una certa preminenza produttiva.

I piatti tipici che vale la pena provare sono i “Ciciri e Tria cu li frizzuli”, un piatto presente da sempre nella cultura culinaria salentina, fatto con ceci e pasta fresca di cui, una parta, è fritta; i “pezzetti di cavallo”, uno spezzatino di carne di cavallo al sugo aromatizzata con pepe e alloro; i “cecamariti”, frittelle con verdure di stagione; la “scurdijiata”, composta da verdure, legumi e pane fritto e le “fave con il cappotto”, tutte pietanze cotte nella ceramica di produzione locale.

Non mancano i dolci con pasta di mandorle e i “caranciuli”, dolci tipici natalizi.

Cosa fare a Ruffano

Fra gli eventi più importanti di Ruffano si contano quello del patrono Sant’Antonio da Padova che si svolge dall’11 al 13 giugno e quello di San Marco, il 25 aprile, per i quali si organizza una fiera e si addobba il paese con le luminarie, la banda riempie le strade di musica e poi si concludono i festeggiamenti con fuochi pirotecnici.

Nella frazione di Torrepaduli molti fedeli, devoti e turisti si ritrovano nella notte tra il 15 e il 16 agosto nel piazzale antistante il Santuario, per la festa di San Rocco durante la quale si svolgono le tradizionali “ronde” con la “danza dei coltelli” o “danza scherma” al ritmo della pizzica.

Imperdibile a maggio la manifestazione “Cortili aperti” nella quale si celebrano la bellezza e la particolarità del centro storico di Ruffano, dei suoi palazzi e delle case a corte. Al di là del portale di accesso, è possibile scoprire l’anima verde dei giardini privati, veri scrigni d’arte e di tesori.

A Ruffano non ci si annoia mai. Nel corso dell’anno l’Amministrazione Comunale, in collaborazione con le Associazioni locali, organizza stagioni teatrali, eventi enogastronomici, incontri culturali, visite guidate, manifestazioni sportive, corsi sull’artigianato e concerti.

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