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La chiesa di Santa Lucia di Vicenza, attraverso i secoli

La chiesa di Santa Lucia di Vicenza, si trova nell’omonimo borgo, accanto al convento dei Frati Minori. Durante il Medioevo, quest’area appariva molto diversa. Fuori della città, oltre il fiume Bacchiglione; si era formato il borgo di San Vito, che faceva riferimento per gli aspetti religiosi all’omonima abbazia benedettina.

La chiesa di Santa Lucia

Questa si ergeva su una collinetta di origine alluvionale, sulle rive dell’Astichello, dove oggi vediamo il cimitero cattolico. La chiesa di Santa Lucia quindi era fuori le mura, tuttavia aveva il fonte battesimale; differentemente dalle altre chiese dentro la città,  che dovevano battezzare in cattedrale. Era all’epoca grande il bacino di fedeli del tempio dedicato alla santa siciliana.

La chiesa di Santa Lucia - Altare maggiore

Tra corsi e ricorsi storici, abbandonata poi dai frati benedettini, la chiesa di Santa Lucia, passò ai Camaldolesi, arrivando al 1314, quando i monaci acquistarono un edificio più vicino alla città, costruendo un oratorio dedicato a santa Lucia. Poi nel tempo, le mura cittadine s’ingrandirono, fino ad inglobare vari borghi e la parte restante fuori, prese la denominazione di “Borgo di Santa Lucia. Arriviamo al 1509, con l’abbattimento dell’abbazia di San Vito e i camaldolesi dovettero trasferire il monastero e la parrocchia nella chiesa di Santa Lucia.

Abbazia di San Vito

Orbene, le macerie s’impiegarono  per la costruzione del campanile di Santa Lucia. Vicino alla chiesa, i monaci avevano costruito anche un nuovo monastero. Arrivando al 1608, non essendo più adeguato alla vita della comunità, gli edifici furono distrutti e fu costruito il monastero che in gran parte esiste tuttora. A più riprese nel corso del secolo vennero ampliata la chiesa e costruiti i nuovi altari, ancora oggi esistenti; l’attuale campanile venne eretto nel 1736.

La chiesa di Santa Lucia - Affreschi sulla volta

Nel 1771 la Repubblica di Venezia soppresse diversi conventi e monasteri, compreso quello di Santa Lucia; anche se la chiesa restò aperta al culto e i monaci, trasferitisi a Murano, continuarono a nominare il parroco. In seguito alla riorganizzazione napoleonica delle parrocchie, nel 1813 quella di Santa Lucia cambiò sede e venne trasferita nella chiesa di Santa Maria in Araceli; rimasta vuota dopo la soppressione delle  clarisse.

Repubblica di Venezia

Santa Lucia restò così chiusa fino al 1830. I frati poi poterono ricostruire il convento, molto compromesso e in parte semidistrutto; aiutati nella loro opera da una munifica elargizione dell’imperatrice. Fra il 1836 e 1837, prima le fondamenta, poi le cappelle laterali e nel 1857 si costruì l’attuale sacrestia. Nel 1862 il pittore Rocco Pittaco affrescò tutta la chiesa. Nel 1857 si costruì una nuova ala del convento.

La chiesa di Santa Lucia - Santa Lucia nella facciata
fonte foto – Wikipedia – Claudio Gioseffi – CC BY-SA 3.0

Subito dopo l’annessione del Veneto al Regno d’Italia; a seguito del regio decreto 3036 del 7 luglio 1866 di soppressione degli Ordini e delle Corporazioni religiose, i frati dovettero lasciare Santa Lucia. Finalmente nel 1895 la congregazione vicentina di Mutua Carità acquistò dal Comune il convento e la chiesa. Dopo quattro anni i frati ne ripresero possesso, ben accolti dall’intera cittadinanza. Nel 1913 sulla destra della chiesa si eresse la cappella della Madonna di Lourdes in stile neogotico.

Rocco Pittaco dipinge La chiesa di Santa Lucia

Nel 1926, in occasione del settecententesimo anniversario della morte di san Francesco, la chiesa subì un importante restauro. Negli anni trenta si ampliò il coro e si installò un organo elettrico. La facciata della chiesa e l’interno sono di stile classico, baroccheggiante. Interessanti l’altare maggiore e il ciclo pittorico di Rocco Pittaco, pittore molto popolare. L’intero soffitto è ricoperto dall’affresco che rappresenta la Gloria in cielo di Maria Immacolata, nel quale la Vergine appare circondata dai santi dei tre ordini. Altri affreschi sulle pareti rappresentano altri esponenti storici dell’Ordine come papa Pio IX e il vescovo di Vicenza Cappellari; ma anche i santi martiri giapponesi e santa Lucia. Sulla parete di fondo la Pietà, forse l’opera più espressiva del Pittaco.

Fonte foto – Facebook – Vicenza

© Riproduzione riservata

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