Quando l’amore per la musica può salvare da una guerra
L’espressione “città aperta” si riferisce a una città ceduta, in seguito a un accordo tra le parti belligeranti, alle forze […]
L’espressione “città aperta” si riferisce a una città ceduta, in seguito a un accordo tra le parti belligeranti, alle forze […]
“Orvieto è uno scrigno d’arte, di cultura e di sapienza” come afferma Gianluca Foresi, direttore artistico, nel suo invito ai
Per molto tempo, fino agli anni ’70, l’attività didattica della scuola di musica di Orvieto fu gestita dalla banda cittadina.
La “Festa della Palombella”, che si tiene ogni anno in occasione della Pentecoste, rappresenta per Orvieto uno degli eventi religiosi
Se Bertold Brecht era “sempre pronto a una nuova idea e ad un antico vino” oggi avrebbe l’occasione di scoprire,
Orvieto è molto più di una città d’arte, Orvieto è un autentico gioiello, nelle sue infinite sfumature. Quando se ne
“Et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni” : scriveva Leonardo Da
La storia della Fortezza Albornoz è collegata a quella di Innocenzo VI e alla sua politica, considerata la migliore di
Quello che la natura ha negato per la difesa, l’ingegno dell’uomo ha risolto: così leggiamo in una targa apposta all’entrata
Il documento più antico riguardante L’Orvietan risale al 1603, ed è conservato all’Archivio Di Stato di Orvieto. Si tratta della
“Orvieto…deserta città guelfa che tace adorando il suo bel Duomo in cima ad una roccia di tufo, sopra una valle
Ogni luogo ha le proprie leggende legate a personaggi più o meno reali, che hanno dato origine a racconti nei
“Una ripida strada taglia a mezza costa gli scoscendimenti, per salire dalla pianura all’abitato, tutto sospeso in aria”: così scriveva
Tra i più noti personaggi di Orvieto il primo che vogliamo ricordare è il giornalista e scrittore Luigi Barzini. Nacque
Nel 1263, il sacerdote boemo Pietro da Praga, che in quel periodo attraversava una crisi spirituale, celebrò una messa nella
Una città non si conosce veramente finché, dopo aver appagato la vista, non ci si siede a tavola per gustare