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Antonelli emoziona la rockstar Vasco Rossi. Baby Kimi può cantare “Vado al massimo”!

Dalla Cina e dal Giappone in due settimane rimbalza l’eco delle imprese del nuovo fenomeno della Formula Uno: un diciannovenne romagnolo “graziato” a San Marino agli esami di teoria e pratica per la patente di guida e poi finito in testa al Mondiale 73 anni dopo Alberto “Ciccio” Ascari. Immaginiamo Vasco al volante della sua macchinina elettrica a Castellaneta Marina con accanto Kimi e sul seggiolino posteriore l’altro enfant prodige Jannik Sinner.

Di Kimi Antonelli si sa ormai tutto. O quasi. 

Si sa, ad esempio, che a fine gennaio 2025, prima di volare a Melbourne dove stava per partire la stagione del Circo della Formula Uno, il ragazzo emiliano si dovette sottoporre – come tutti i cristiani (e non soltanto…) – agli esami di teoria e di guida per ottenere la patente. Essendo nato il 25 agosto 2006, aveva 18 anni e mezzo. Nella prima proba fallì un quiz sulle luci di stazionamento delle auto. E nella prova di guida con una vettura a cambio manuale, salendo verso il Borgo di San Marino (dove risiede), il ragazzo tradì un certo nervosismo, così che dalle parti di Murata, una delle 43 frazioni in cui sono frantumati i 9 Castelli dell’Antica Repubblica, nonostante le parole tranquillizzanti di una istruttrice a lui interamente dedicata, Kimi face un sorpasso senza mettere la freccia di sinistra per segnalare lo spostamento agli eventuali… inseguitori.

Conosciamo bene quelle strade per un sacco di motivi. E sappiamo bene che mai gli avrebbero negato il magico riconoscimento di abilitazione a guidare auto o motocicli ovunque nel mondo (o quasi). E’ troppo intrigante per la Repubblica annoverare personaggi di quel calibro per far sì che qualcuno si metta di traverso ad un pilota da Gran Premio anche se della Mercedes e non della Ferrara come imporrebbero radici, fascino e amore per i motori che a cavallo delle Marche e della Romagna scorrono prepotentemente come si fosse a Maranello!

Si sa, ancora, che Kimi e Jannik si stimano a vicenda e così che il primo abbia fatto scorrere qualche brivido lungo la schiena del secondo in un’uscita quasi occasione con Antonelli al volante e Sinner seduto accanto: uno con il casco ben calzato e l’altro con i capelli al vento.

Si sa, infine, che Vasco Rossi si sia emozionato per davvero e come non gli accadeva da tempo vedendolo sfrecciare prima a Shanghai nel Gran Premio della Cina e due settimane più tardi a Suzuka nella trionfale “replica” in Giappone. La rockstar gli ha dedicato una delle canzoni più iconiche della propria carriera – “Vado al massimo” –, l’ha invitato ad un concerto e gli ha chiesto di portarlo a fare un giro… invidioso di Sinner? Eh sì.

Siccome sognare ad occhi aperti costa nulla, al pari di quando si ha gli occhi chiusi, ecco che si arriva a cullare l’immagine di Vasco che guida la macchinina per i campi di golf di cui dispone a tempo pieno nell’immenso villaggio di Castellaneta Marina, nella Puglia che dà sullo Jonio, dove la rockstar si rigenera per settimane e settimane tra un Tour e l’altro: Rossi che pilota il minuscolo veicolo elettrico con a fianco Antonelli e con Sinner appollaiato sul seggiolino posteriore…

Pura fantasia.

Visto che l’Asia è praticamente tutta di Kimi con il Giappone conquistato dopo la Cina, vale riavvolgere il film del marzo più appassionante per gli italiani che seguono la F1 (e non solo di loro): anche se migrato a San Marino, Antonelli è capace di suscitare le stesse passioni di Sinner, che si è stabilito nel Principato di Monaco ed è pure espatriato di specie, ma rimane gloria nazionale tricolore di fatto.

Sarà un caso che domenica 29 marzo 2026 i due si siano divisi le prime pagine dei giornaloni per aver trionfato rispettivamente a Suzuka e a Miami (Florida, Stati Uniti d’America) a poche ore di distanza l’uno dall’altro? No. I loro destini corrono parallelamente anche su uno è cresciuto a tagliatelle al ragù e l’altro a canederli al burro, o knodel che dir si voglia.

Entrambi sono saliti in cima ai rispettivi mondi da giovanissimi. Kimi ha vinto il suo primo Gran Premio a 19 anni, 6 mesi e 18 giorni… un anno e mezzo dopo aver ottenuto la patente di guida sammarinese. L’Italia aspettava il successore di Giancarlo Fisichella da vent’anni. Ciò significa che Kimi ancora non era nato quando il pilota romano sfrecciava a Sepang, in Malesia, davanti al compagno di squadra Fernando Alonso con il quale avrebbe portato alla Renault anche il secondo titolo costruttori consecutivo grazie alla R25.

Fisichella nel 2026 arriva a 53 anni. Antonelli ne compie 20 nell’agosto della propria consacrazione a idolo della Formula Uno e si gode da teenager il primato nella classifica piloti conquistato a 19 anni, 7 mesi e 4 giorni e i successi in due prove di fila a 73 anni di distanza dalle imprese di Alberto “Ciccio” Ascari che nel 1952 e nel 1953 spadroneggiò con la Ferrari.  

I campioni precoci sono Fenomeni che rimangono nella mente di tutti. 

Precoce come Nadia Elena Comaneci, rumena, classe 1991, che all’Olimpiade estiva di Montreal 1976 meravigliò il mondo collezionando le prime 4 medaglie d’oro della carriera da ginnasta. Il record è perpetuo perché poi l’età di ingresso è stata fissata a 16 anni.

Precoce come Donna De Varona, statunitense di San Diego (California), nuotatrice, che a Tokyo 1964, a 17 anni si impose al mondo nelle specialità 400 misti e nella staffetta 4×100 e che poi è sistematicamente affiorata sulle labbra di molti in quanto sorella maggiore dell’attrice Joanna Kerns protagonista della serie “Genitori in blue jeans” nei panni di Maggie Seaver. Le abbiamo conosciute una a braccetto dell’altra ai Giochi di Los Angeles dove Donna faceva la commentatrice televisiva del Canale ABC titolare dei diritti di produzione e trasmissione.

E per chi è interista, come… Patrick Kluivert e Nwankwo Kanu, entrambi diciottenni, che portarono l’Ajax a trionfare nella finale di Champions 1995 sul malcapitato (!) Milan. Citazione infausta? Cari cugini, fatevene una ragione. Altre volte è andata meglio.

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