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A Milano, casa Manzoni riapre al pubblico

Casa Manzoni è un palazzo del centro storico di Milano che fu l’abitazione del grande scrittore Alessandro Manzoni dal 1813 alla morte, avvenuta nel 1873. Ha conosciuto varie vicissitudini fino a diventare casa-museo. In queste settimane ha riaperto al pubblico con nuove attività.

Alessandro Manzoni, uno dei simboli più importanti della letteratura italiana

Alessandro Manzoni (1785-1873), autore eclettico, è uno dei simboli più importanti di Milano nel mondo per quanto riguarda la letteratura e la cultura italiana. Fu scrittore, poeta e drammaturgo oltre che uno dei maggiori romanzieri italiani di tutti i tempi grazie al suo capolavoro: “ I Promessi Sposi“. Appartiene alla corrente poetica e culturale del Romanticismo ed è uno dei fautori dell’unità linguistica italiana. Fu anche un attivista politico. Per tutte queste ragioni, Alessandro Manzoni rappresenta il letterato italiano più rappresentativo del secolo e uno dei padri della lingua italiana.

Il celebre ritratto di Alessandro Manzoni
Il celebre ritratto di Alessandro Manzoni

Il Palazzo che ospita la Casa-Museo

Lo stabile che ospita oggi il museo e che fu l’abitazione dello scrittore, in origine apparteneva a don Alberico de Felber. Manzoni lo acquistò il 2 ottobre 1813 al prezzo di 107 mila lire. Si tratta di un appartamento antico ed elegante nel centro storico di Milano, a pochi passi da Piazza della Scala. In prossimità sorgevano il Gabinetto Numismatico gestito dall’amico Gaetano Cattaneo, la Biblioteca Ambrosiana, la Braidense, le librerie di Santa Margherita e della Contrada dei Servi. “Don Lisander“, come era chiamato affettuosamente dai milanesi, amava questo posto dove visse oltre i novant’anni.

La casa si articola su tre piani e presenta un piccolo giardinetto. Manzoni curava personalmente il giardino. Particolare la facciata dell’edificio per il bel decoro in cotto e la notevole porta di ingresso alla casa, lavorata e sovrastata da un balconcino. La casa di Alessandro Manzoni lo rispecchia in tutto e per tutto e rappresenta una tipica casa rinascimentale lombarda.

Il palazzo accolse lo scrittore, i figli e la seconda moglie Teresa Borri Stampa. Manzoni lo fece restaurare dall’architetto Andrea Boni nel 1864 che realizzò la particolare facciata.

Il palazzo dopo la morte di Manzoni

Dopo la morte dello scrittore, il palazzo fu venduto e acquistato dal conte Bernardo Arnaboldi Gazzaniga, il quale, rispettoso della memoria, permise la visita allo studio e alla camera da letto nell’anniversario dell’«Illustre Defunto». Nel 1919 la casa passò ad Attilio Villa e nel 1922 ai fratelli Dubini. Nel 1937, divenuta proprietà della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, fu da questa donata al Comune di Milano purché fosse destinata in uso perpetuo ed esclusivo al Centro Nazionale Studi Manzoniani. L’edificio fu gravemente danneggiato a causa delle guerre. Si eseguì un restauro e ripristino per riportare la casa nelle condizioni in cui si trovava alla morte di Manzoni. Un nuovo restauro si operò in occasione dell’ Expo 2015. Oggi è un polo culturale aperto agli studiosi e agli amanti del Manzoni.

La facciata della casa Manzoni, polo culturale aperto agli studiosi e all’intera cittadinanza
La facciata della casa Manzoni, polo culturale aperto agli studiosi e all’intera cittadinanza; foto da https://vivimilano.corriere.it/

Il Museo Manzoniano

Il Museo è stato inaugurato e aperto al pubblico nel 1965. Occupa tutto il primo piano, e due stanze al piano terreno; qui si trovano lo studio di Manzoni, la camera da letto e la sala Grossi, ora Sala degli Amici, dove Manzoni era solito accogliere gli amici intimi e gli ospiti illustri, che diventeranno sempre più numerosi e frequenti. Le due stanze sono monumento nazionale.

La casa-museo ha subito negli anni notevoli migliorie sul piano logistico come su quello organizzativo.

Nelle sale museali si trovano numerosi ritratti dello scrittore, dei suoi familiari ed amici, quadri, autografi e documenti di grande interesse, oltre alle prime o più rare edizioni delle sue opere, numerosi quadri ad olio e stampe raffiguranti I Promessi sposi, primo romanzo storico in lingua italiana. Vi sono i mobili originali, come anche il pavimento ma anche oggetti particolari quali: l’ultimo ricamo della regina Maria Antonietta di Francia che teneva in prigione, prima di finire sotto la ghigliottina, oppure utensili dello scrittore come la tabacchiera, i bastoni da passeggio, la mantella, la tuba, l’ombrello, i suoi occhiali, quadri che rievocano il celebre “Addio ai monti “. Sembra che si respiri la sua essenza.

I pannelli esplicativi illustrano bene i vari oggetti e le stanze. La visita guidata nelle varie stanze, all’incirca di un’ora, è finalizzata a far conoscere la vita familiare, personale e sociale dello scrittore e la sua personalità.

Il nuovo allestimento di Casa Manzoni

ll Museo Manzoniano offre un percorso conoscitivo a tutto tondo sulla vita e sulle opere del Manzoni; è stato ripensato con un taglio scientifico nuovo, secondo i più aggiornati orientamenti museologici e museografici, grazie al contributo del Consiglio Direttivo e del Comitato Consultivo di Casa Manzoni e sotto la supervisione del professor Fernando Mazzocca. 

Il percorso museale, allestito da Michele De Lucchi, propone una visita di Casa Manzoni in dieci sezioni, che ripercorrono, attraverso gli arredi e le opere d’arte esposte nelle sale, diversi itinerari nella vita e nell’opera dello scrittore. Nello studio Manzoni accolse Cavour, Garibaldi e Giuseppe Verdi. La biblioteca presenta tantissimi volumi anche pregiati; la camera da letto conserva ancora il letto e il mobilio originario.

Una struttura da visitare per valorizzare Casa Manzoni, per conoscere meglio questo gigante della letteratura e storia culturale del nostro Paese.

Info: https://www.casadelmanzoni.it/

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