[openid_connect_generic_login_button button_text="Accedi"]
Condividi:

Spaziando dalla Barcolana alla Middle Sea Race nel mese che chiude la stagione delle regate

Dall’Italia a Malta, da Trieste a Ta’ Xbiex, tutti in piedi: le barche sono all’orizzonte, annunciate dal Manifesto lasciato da Robert Wilson come sublimazione della passione che incontra il mare. La stagione si avvia alla conclusione con un ottobre ricco di eventi da incorniciare. E nel 2027 la Coppa America farà accendere i riflettori su Napoli…

Ottobre si presenta come il mese della Barcolana. E’ così da 57 anni. Difatti il Manifesto – cioè il poster del 2025 – dice: “B57”. Ed è toccante, come al solito; e forse più del solito perché è stato firmato da Robert Wilson prima della sua uscita di scena, essendo scomparso all’inizio di agosto. L’immagine è la sublimazione di Trieste “dove la passione che incontra il mare” come efficacemente sottolineato nella parte sinistra di una tavolozza di azzurri e blu attraversati dalla luce. Vele, mare e cielo sono un tutt’uno. 

Scaricare il Manifesto è un gioco da ragazzi. Stamparlo su lastra di legno e appenderlo alla parete degli angoli intimi della casa è operazione altrettanto semplice. Fatto.

Dunque, siamo nel mese della Barcolana, il raduno di barche a vela più imponente al mondo tanto da essere celebrato dal Guinness dei primati per via dello straordinario affollamento del 2018 con quelle 2.689 barche registrate prima che la Pandemia Covid-19 si imponesse sinistramente all’attenzione mondiale. Nel 2024 il numero è sceso a quasi 1.800 unità ed era comunque un gran bel vedere.

Il secondo week-end del mese delle foglie morte, come recitano gli stilisti della letteratura legata al Giro di Lombardia in bicicletta, è anche il fine settimana dell’happening del Golfo di Trieste e della confinante Slovenia così come il successivo è quello caratterizzato dalla ben più agonistica Middle Sea Race del Royal Malta Yacht Club che con le oltre 600 miglia nautiche da digerire da parte dei contendenti si pone sempre più nella scia delle conosciutissime  Coppa America, Giraglia, Ocean Race, Golden Globe, Regates Royale, Route du Rhum, Vandée Globe, Fastnet, etc. citate in un cocktail di regate d’altura, oceaniche e storiche.

Il destino ci ha portato a vivere occasionalmente nel tempo le une e le atre e ad entrare nei cantieri e nelle sedi di queste affascinanti kermesse a Sanya in Cina, ad Alicante in Spagna, a Ta’ Xbiex a Malta, a Trieste in Italia. Attendiamo con una certa impazienza l’America’s Cup del 2027 in programma a Napoli con l’auspicio che rappresenti l’opportunità concreta per riabilitare l’area di Bagnoli come è nei presupposti dell’assegnazione a l’Italia di un così importante e fascinoso appuntamento, con il conseguente faraonico stanziamento da parte del Governo italiano.

Prima la Barcolana, poi la Middle Sea Race. Occhi puntati all’orizzonte e curiosità a mille. La Regata Coppa d’Autunno Barcolana – così si chiamava nel 1969 quando una buona idea sbocciata nell’ambito della Società Velica di Barcola e Grignano divenne realtà – chiude la stagione delle regate e nelle 56 adizioni già consegnate agli archivi ha salutato le esibizioni degli osannati Ben Ainslie, Dean Barker, Brad Butterwort, Paul Cayard, Neviille Crichton, Roussel Coutts, Francesco de Angelis, Mauro Pelaschier, Cino Ricci, Jochen Schumann, Vasco Vascotto… citati rigorosamente in ordine alfabetico per non mandare la classica mosca al naso di alcuno, considerato che son tutti tipetti dal carattere forte e ciascuno di loro si sente davanti agli altri.

Solaris Adriatic Cup, Young, Experience e B57 (la principale) sono gli appuntamenti principali programmati tra il 9 e il 12 ottobre sul classico quadrilatero e chiuderanno un’annata resa magica per aver salutato con la Special Ediction di marzo l’eccezionale approdo nel Golfo di Trieste dell’iconica Amigo Vespucci che, come s’è constatato di persona … si è spinta anche a Malta portando in aprile nell’Arcipelago l’orgoglio tricolore proprio mentre in Patria si celebrava la giornata della Liberazione. 

Il 25 aprile la Marina Militare faceva tappa a Valletta nel suo Tour Mondiale protrattosi praticamente per due anni toccando anche – o soprattutto! – Los Angeles, Tokyo, Darwin, Singapore, Mumbai, Doha, Abu Dhabi, Jedda e nove porti nazionali: Trieste (appunto…), Venezia, Ortona, Brindisi, Taranto, Reggio Calabria, Napoli, Civitavecchia, Genova. Quel fil rouge annodato nel mondo ha sottolineato una volta di più l’italianità che vanta uno straordinario percepito ogni dove, così da tirarci fuori dalle secche quando ce n’è bisogno e da mettere il tricolore davanti ad altre bandiere quando si tratta di valutare l’appeal degli … italiani all’estero.

Di Cino Ricci potremmo raccontare del quasi licenziamento del giornalista Flavio Vanetti da Gazzetta dello Sport quando stampò un falso dispaccio ANSA con poche parole in cui si diceva che il velista romagnolo (Rimini) – popolarissimo a quel tempo per via della sua avventura come skipper di Azzurra nel 1983 – era caduto in mare ed era stato “mangiato” da uno squalo. Fortunatamente il cronista varesino salvò la ghirba dalle grinfie del direttorissimo Gino Palumbo e dal presunto dramma si parrò all’ilarità generale una volta scoperta l’esegesi dello scherzo. Vanetti ha raccontato l’episodio nel libro “Il nome della Rosea”, che merita d’essere sfogliato perché miniera di aneddoti sui giornalisti e sul giornalismo italiano. Con 8,88 euro ci si … toglie il pensiero e si trascorrono piacevoli quarti d’ora immersi nella lettura, che non guasta mai.

Di Paul Cayard si potrebbe raccontare anche dell’abilità nel timonare il Moro di Venezia della Montedison di Raul Gardini nell’America’s Cup del 1992 poi finita ad America3 del plenipotenziario e magnate Bill Koch, padrone della finale di San Diego (California). Cayard e Gardini vissero un quinquennio spericolato e all’insegna dell’innovazione nella vela grazie a intuizioni e materiali speciali. Gardini si tolse la vita il 23 luglio 1993, a sessant’anni, a Palazzo Belgioioso a Milano, mentre noi si era a Bordeaux per l’arrivo di tappa del Tour de France. Quante potrebbe raccontarne l’americanissimo Cayard…

In attesa della Coppa America a Napoli del 2027, godiamoci prima la Barcolana e poi la Middle Sea Race. A cominciare, ad esempio, dalla visita al Batiscafo Trieste giunto in perfetto orario dal cantiere di Bergamo l’1 ottobre in Piazza Unità d’Italia. Senza fretta, però: tanto siamo certi che il regista e attore Massimiliano Finazzer Flory – col quale avemmo un piacevole pranzo all’Ambasciata d’Italia New York ai tempi in cui era assessore alla cultura del Comune di Milano guidato da Letizia Moratti – saprà raccontarlo attraverso il docufilm già in avanzata fase di realizzazione. 

Condividi:

Articoli correlati

ADV SIDEBAR
Torna in alto